Scatti di memoria
 

I tesori archeologici di Catania seppelliti e nascosti

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22 gen 2017 - 06:16

franz_cannizzo

Questa domenica desidero offrire ai miei quattro lettori, cinque scatti fotografici di grande valore civico e culturale, che ci permettono di comprendere come, nel passato e in particolare a partire dagli anni ’50 del secolo passato, la città di Catania abbia distrutto un grande patrimonio archeologico, nel nome della modernità (nei fatti una vorace speculazione edilizia).

Nella prima foto, che risale al 1950 possiamo ammirare gli scavi iniziati quell’anno al Teatro Romano, che fu riportato alla luce, grazie agli archeologi Guido Libertini e Giovanni Rizza. Il Teatro Romano è l’unico sito che ancora oggi “vive” in città, perché nelle altre foto è possibile vedere, come durante la scoperta della necropoli in via Orto San Clemente avvenuta nel 1968, questa fu seppellita e vi furono costruite le fondamenta del palazzo che vi fu, successivamente, costruito in quel periodo.

Stessa sorte toccò all‘area archeologica scoperta di Via Plebiscito dalla quale fu estratto il ritratto romano di epoca Claudia (in foto) e alla necropoli di via Dottor Consoli ad angolo con via Androne, nella quale negli anni ’50 si rinvenne una basilica ed uno splendido mosaico, di cui vediamo il particolare in foto.

Gli archeologi fecero in tempo a staccare questo mosaico, che giace da parecchio nel palazzo dell’ex Manifattura Tabacchi, chiuso a lungo e usato solo occasionalmente.

Tutto questo patrimonio archeologico della città distrutto o abbandonato negli anni, mentre in città si parla di ospitare le mummie egizie provenienti dal Museo di Torino.

A mio parere, un paradosso enorme ed anche un insulto alla nostra storia.

 

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Redazione NewSicilia



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