Lutto
 

I funerali di Ignazio Scaravilli, sopravvissuto all'Isis ma non al mare

27 ago 2016 - 18:29

CATANIA - Grande commozione nella parrocchia Cristo Re di Catania, gremita di amici e parenti, per Ignazio Scaravilli, il medico catanese morto lo scorso pomeriggio incastrato tra gli scogli di San Giovanni Li Cuti.

Il suo grande cuore, nel 2014, lo aveva portato in Libia come medico volontario e qui Scaravilli era stato rapito dagli jihadisti. Dopo sei lunghissimi mesi da ostaggio era riuscito a sopravvivere ed era stato liberato, ma nulla ha potuto contro la furia del mare in tempesta. 

La cerimonia si è tenuta oggi alle 16 30.

“Ci stupisce – afferma con amarezza la cugina del defunto nel suo intervento in chiesa – come il sindaco di Catania, Enzo Bianco, non abbia mostrato in alcun modo il suo dovuto cordoglio. Forse questa società è ormai troppo superficiale per fermarsi e apprezzare un uomo come te. Noi, qui e oggi, invece, onoriamo il tuo operato”.

Mentre la nipote, in un discorso tanto toccante quanto spigliato, ha ricordato Ignazio Scaravilli per la sua voglia di vivere e di sorridere. “Cercavi sempre di riunire la famiglia e di stringerci intorno a te. Oggi siamo qui per questo ed è, forse, il migliore dei modi per salutarti”.

Nessun applauso a cerimonia conclusa o durante l’uscita del feretro, solo un lungo silenzio in segno di rispetto per un uomo tanto forte e tanto buono. 

Clelia Mulà