Il Caso
 

Hilton Capomulini, ripartono i lavori: "Sarà pronto entro il 2017"

5 ago 2016 - 11:32

CATANIA - Dopo circa un anno di paralisi, il “nascituro” Hilton di Capomulini può destarsi dai torpori che lo hanno visto coinvolto e ripartire da dove “ci si era lasciati”.

A dirlo è la prima sezione del Tribunale di Catania che, con pronuncia definitiva e inappellabile del 15 luglio, ha sostanzialmente dato ragione a Item, rigettando il reclamo di “Volteo Energia” e riconsegnando definitivamente alla società dello sceicco Ahmed bin Al Hamed le aree del complesso dell’ex Perla Jonica.

Ma facciamo un passo indietro.

Item Capomulini Srl affida l’appalto per la realizzazione dell’opera a “Volteo Energia” che, però, dopo poco tempo dall’aggiudicazione, interrompe i lavori e sospende i pagamenti in favore di molti imprenditori catanesi.

Il motivo dell’interruzione, secondo la versione di Volteo (ma non secondo i giudici ndr), risiederebbe nella insufficienza dell’acconto versato da Item (7 milioni di euro) che, nella sua presunta “esiguità”, avrebbe reso impossibile la prosecuzione dell’opera.

A questo punto Item chiede la risoluzione del contratto per inadempimento; l’8 gennaio 2016 il Tribunale di Catania ordina lo sgombero immediato del cantiere e la restituzione del complesso a Item riscontrando, ai sensi dell’art. 700 c.p.c. tutti i presupposti per accogliere la richiesta di disdetta avanzata proprio da Item.

Volteo, intanto, decide arbitrariamente di subappaltare il cantiere a “Innovatec Spa”, senza l’approvazione del committente-Item, mettendo in atto una violazione del contratto in grado di provocare la risoluzione di diritto del rapporto.

La prima sezione del Tribunale dà ragione a Item su entrambi i fronti: da un lato rigetta l’eccezione di inadempimento avanzata da Volteo, precisando che il pagamento di 7 milioni da parte di Item avrebbe dovuto considerarsi un acconto e che qualsiasi altro pagamento sarebbe dovuto avvenire ad ogni stato di avanzamento dei lavori (così come da accordo ndr); dall’altro avvalora “l’esigenza della Item Capomulini Srl di controllare la capacità tecnica delle imprese impegnate in cantiere”, resa impossibile dal subappalto illegittimo operato da Volteo.

Ripreso il bandolo della matassa, si può continuare a intrecciare il percorso di realizzazione dell’opera. 

 A prendere in mano la situazione è Inso Spa, società del gruppo Condotte, che ha dichiarato in una nota di aver “sottoscritto con la Item Capomulini Srl società dello sceicco Ahmed Al Hamed della famiglia reale di Abu Dhabi un accordo preliminare per il recupero del complesso turistico-congressuale di Capomulini, ad Acireale, sulla riviera dei Ciclopi, a nord di Catania” e che “L’accordo verrà perfezionato entro la fine del mese con il completamento delle fasi di progettazione”.

Per il momento, spiega la società, “sono in corso le attività preliminari, i lavori procederanno contestualmente all’ultimazione delle attività di design e saranno completati il 31 dicembre 2017”.

Secondo fonti vicinissime a Item Capomulini Srl “diradato ogni dubbio sulla limpidezza delle scelte compiute, riprenderemo la nostra corsa per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Non c’è motivo di ritenere che non si possano tranquillamente consegnare i lavori entro dicembre 2017″.

Marco Bua