Arte
 

La “guerriglia lirica” di Ettore Pinelli in mostra a Scicli

15 mag 2016 - 16:35

SCICLI - Ieri sera alle Quam di Scicli si è inaugurata la mostra “Pinelli. Slight fist”, a cura di Gabriele Salvaterra.

Un nutrito pubblico, e in particolare un gran numero di artisti di tutta la Sicilia, ha riscaldato la serata del vernissage. Ettore Pinelli è un artista stimato, e la sua ricerca è un riferimento per tanti, dai giovanissimi artisti siciliani ai più maturi collezionisti e galleristi che, seguendo il lavoro di artisti di questo livello, si fanno un’idea dell’indirizzo dell’arte siciliana e di quanto questa possa essere contaminata o possa essa stessa contaminare i linguaggi nascenti italiani o il mercato.

“Ettore Pinelli presenta alla galleria Quam di Scicli la sua recente produzione pittorica – dice il curatore Gabriele Salvaterra - in un’estesa personale che restituisce la sua ampia ricerca attorno all’immagine e al rapporto con i media digitali. I lavori di Pinelli hanno origine da fermi-immagine estrapolati da internet, selezionati e interpretati per essere riformulati in maniera decontestualizzata nei territori di pittura e disegno. Alla base del suo repertorio iconografico ci sono scene di lotta, di pestaggi e di guerriglia urbana che restituiscono quell’idea di percezione mediata della violenza, che la saturazione informativa di internet, riviste e telegiornali ha reso condizione abituale del nostro rapporto col reale”.

Antonio Sarnari (Quam) la definisce “una lirica guerriglia, uno strano riverbero etereo di un evento violento; come suggerisce tra l’altro il titolo ‘pugno soffice’, che si traduce in una pittura rarefatta, in cui le curve di potenza si schiantano in un punto di fuga soffice; un punto in cui gli effetti vengono ‘negati’ da altro piano pittorico e di sintesi delle energie profuse”.

Le quaranta opere di Pinelli alle Quam esprimono un “tono muscolare pittorico” imponente, vestito di una mise elegante e lirica. L’allestimento poi, che propone molti ‘appunti visivi’, tra immagini in video e materiale di lavoro dell’artista, offre una visione molto chiara del percorso di ricerca, progettazione e realizzazione delle opere. In mostra si trovano le “stampe su acetato” da cui l’autore traduce le scene e le atmosfere, ma anche i frame da cui si evince la struttura prospettica, poi corrosa dalla fusaggine e dalla stesura pittorica. Un pregiato libro della mostra, a chiusura, permette un approfondimento tecnico-critico, a cura del curatore Gabriele Salvaterra, e una lettura agevole della critica degli ultimi anni, che ha apprezzato e studiato il lavoro di Ettore Pinelli.

FOTO: Adele Statello

Redazione NewSicilia