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Grande successo di pubblico all'ottava edizione del Rito della Luce

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27 giu 2017 - 16:09

MOTTA D’AFFERMO - Oltre settemila persone hanno partecipato domenica all’ottava edizione del Rito della Luce, l’evento culturale organizzato dal mecenate messinese Antonio Presti intorno alla Piramide – 38° parallelo di Motta d’Affermo (ME).

Ad accogliere il popolo della Bellezza un labirinto di tulle bianco lungo due chilometri, un percorso sospeso in cui ritrovare, tra avanzate e rallentamenti, il senso stesso di un’ascesi spirituale. A fianco, nella lunga spianata che conduce all’opera monumentale di Mauro Staccioli, un triangolo di sale delimitato da un’infiorata di gerbere bianche ha fatto da correlativo oggettivo al culmine della collina che sormonta la Valle dell’Halaesa; tra i mandala e le installazioni, in un cammino libero dalle pressanti definizioni di origine e fine, hanno preso vita le articolate esibizioni di più duecento protagonisti tra attori, musicisti, poeti e performer provenienti da tutta Europa: allievi e maestri uniti nel comune obiettivo di una pura condivisione del sapere.

Tema di questa edizione l’innesto, punto di convergenza tra le diversità, accordo tra pari per una rigenerazione futura. “Coltivare la propria luce interiore è la risposta ad una società che ha perso ogni prospettiva d’utopia – spiega Antonio Presti -. Da otto anni il Rito della Luce si propone di coinvolgere il pubblico in un momento di pura contemplazione; il nostro saluto al solstizio d’estate è divenuto con il susseguirsi delle edizioni un crocevia per artisti, intellettuali, viaggiatori e semplici turisti incuriositi dai mille possibili percorsi da intraprendere all’interno della Fiumara d’Arte, una luce etica che si irradia verso l’intero territorio. Sono particolarmente soddisfatto per la presenza al Rito di tantissimi giovani: il mio lavoro è dedicato tutto a loro, vittime di un potere responsabile di una crisi di valori prima ancora che economica. Invito i ragazzi a resistere di fronte allo squallore di una società sempre più massificata: solo chi coltiva il sogno del cambiamento può essere pioniere di una nuova età dello spirito”.

Nutrita anche la delegazione istituzionale presente al Rito, manifestazione sostenuta per questa edizione dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e dal Consorzio Valle dell’Halaesa.

Tra i momenti di maggior suggestione l’inusuale percussione della Piramide ad opera di Michele La Paglia: “Ho percepito vibrazioni diverse di contatto in contatto – dichiara il polistrumentista -. Mi sono semplicemente posto in una condizione di ascolto per poi dispiegare quello spartito che la Piramide stessa via via mi suggeriva”.

Il Rito della Luce è una necessità, un momento che ci stimola a scoprire valori ormai dimenticati – spiega l’attrice palermitana Patrizia D’Antona -. Antonio Presti è una di quelle rarissime personalità che provano sempre a ricercare un senso universale nelle azioni umane: le sue attività nascono dalla precisa volontà di coinvolgere tutti in un percorso di assoluta devozione alla Bellezza”.

Medesime emozioni nelle parole del soprano Elisa Moschella: “La società non può evolversi senza gli innesti, base per un progresso etico e spirituale. Durante il Rito tutto risuona di una Luce che si incanala nei corpi degli artisti per rifrangersi in uno dei luoghi più incantevoli della Sicilia”.

Metafora perfetta del tema scelto per l’ottava edizione del Rito l’esibizione dei Diversi Talenti, emblema di quell’innesto auspicato come nuovo patto sociale: la compagnia teatrale che riunisce sotto un’unica insegna attori professionisti e ragazzi disabili ha emozionato il pubblico con una toccante rivisitazione del Cantico delle creature.

Eccezionale anche l’affluenza registrata sin dalla prima mattinata di domenica al Museo-Albergo Atelier sul Mare. In evidenza la mostra EcoLab di Linda Schipani, tappa aggiuntiva del tradizionale tour delle camere d’arte, un percorso di educazione alla Bellezza che dalla fruizione del quotidiano restituisce al visitatore stupore e meraviglia.

Le attività della Fondazione Fiumara d’Arte si sposteranno ora sul versante ionico con la prossima riapertura al pubblico delle Rocce di Capo Mazzarò, uno spazio da rigenerare dopo mezzo secolo di incuria e degrado. Per l’ex villaggio turistico taorminese pronto un progetto a carattere internazionale dopo la firma del comodato d’uso di 99 anni che ha sancito il passaggio di consegne ufficiale del sito dalla Città Metropolitana di Messina alla Fondazione del mecenate Antonio Presti.

 

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Redazione NewSicilia