Fatalità
 

Una grande passione, quella per il ciclismo. Ecco chi era Rosario. Oggi i funerali

29 giu 2016 - 10:38

CATANIA - “È stata una pugnalata al cuore ricevere quella telefonata, domenica scorsa. Non volevo crederci. Sono stati i ragazzi della mia squadra ASD Andrea Trovato a comunicarmi che Rosario era morto. Per un attimo non ho capito più nulla, mi sono dovuto sedere”. A parlare è Giovanni Trovato, il presidente della squadra di cui faceva parte Rosario Zappalà, il ciclista ucciso a Naro, durante il Gran Tour di Sicilia, da una Fiat Palio guidata da un uomo di 72 anni.

Giovanni Trovato

Giovanni Trovato

“Appena ho realizzato, mi sono messo subito in macchina. Dovevo raggiungere Agrigento, volevo capire cosa fosse accaduto al mio campione. E pensare che generalmente io lo seguivo nelle gare, ero sempre con lui ma questa volta non potevo andare. Adesso Rosario non c’è più”. Una voce angosciata e profondamente triste, è quella che ci racconta chi era quel piccolo grande uomo di 37 anni, papà di un bimbo di 4, impiegato Enel e uomo esemplare che è morto continuando ad inseguire una passione che coltivava da 25 anni.

E si, perché Rosario è saltato in bici per la prima volta a 12 e con quelle due ruote faceva disperare i genitori che stavano in pensiero… perché lui arrivava fino a Taormina e Castelmola quasi quotidianamente. 

Ma vedendo quel fuoco ardere dentro di lui, papà Domenico non ha potuto dirgli no e l’anno successivo, a 13 anni, gli ha comprato la prima bici da corsa. È stato con questa che Rosario ha partecipato alla sua prima gara: “Il giro del faro di Messina”, classificandosi terzo assoluto. 

Ogni giorno quando gli impegni glielo permettevano, lui saltava in bici e si allenava. Una costanza e una forza di volontà che lo hanno portato in giro per l’Italia prima nella compagnia di atletica militare, poi nell’Equipe Romagna fino alla Montegranaro nelle Marche.

Ma il cuore pulsava per la Sicilia e così è tornato, qui nella sua terra. Nel panorama ciclistico siciliano era molto conosciuto: aveva fatto parte del Team Lombardo Corse di Trapani come anche del MonteSerra di Viagrande, approdando alla fine nella squadra dell’ASD Andrea Trovato.

“Una famiglia la nostra – incalza il presidente Giovanni Trovato – noi ci allenavamo ma anche ci divertivamo molto. Siamo tutti amici qui. Rosario era un ragazzo umile e generoso. Per noi rappresenta una gravissima perdita”.

Oggi tutta la squadra si stringerà alla famiglia, alla moglie Francesca e ai genitori Domenico e Grazia per l’ultimo saluto nella chiesa Santo Mauro di Viagrande.

Nessuno poteva prevederlo, una fatalità che lo ha ucciso mentre faceva ciò che più amava nella sua vita: saltare in bici e correre.

Giorgia Mosca