Degrado
 

"Grande Catania" per la riqualificazione di piazza Santa Maria Luisa di Gesù a Monte Po

17 dic 2015 - 17:52

CATANIA – Abbandono, sporcizia, degrado, pericoli per anziani e bambini: ancora segnalazioni dagli abitanti di Monte Po a Catania che si sentono ignorati dall’amministrazione comunale.

Questa volta la segnalazione riguarda la piazza Santa Maria Luisa di Gesù.

Sulla carta ci sarebbero tutti gli elementi per rendere piazza Santa Maria di Gesù il più importante punto di aggregazione di Monte Po - scrive in una nota Maurizio Mirenda, componente del gruppo “Grande Catania” -. Il cuore del quartiere che oggi si trova in condizioni pessime tra mancati interventi di manutenzione straordinaria e progetti di rilancio mai portati a termine. Una struttura frequentata soprattutto dagli anziani del territorio che non hanno altro posto dove andare. Tantissimi pensionati che per socializzare devono arrangiarsi come possono tra pavimentazione danneggiata, buche, avvallamenti e il rischio di essere investiti tutte le volte che devono attraversare la strada“. 

La piazza è diventata estremamente pericolosa anche per via dei tanti alberi che, cresciuti senza controlli e potature opportune, sono diventati un pericolo per gli abitanti: alcuni casi sono stati segnalati dopo cadute accidentali di rami che, in varie occasioni,  hanno fatto sfiorare la tragedia.

Dell’originaria area verde, che sarebbe dovuta essere un luogo di ritrovo per i tanti anziani della zona, restano solo pali della luce mal funzionanti, sfuggiti alle razzie del ferro, divelti e arrugginiti e alcuni cartelli pubblicitari.

Il mio progetto – continua Mirenda – che a breve presenterò alla commissione comunale al ramo, prevede di creare al suo interno strutture per i bambini e renderla fruibile alle famiglie del quartiere. Pochi interventi dai costi contenuti ma dal grande valore sociale. Ovvero eliminare gli alberi pericolosi, istallare altalene, scivoli, percorsi ciclabili e persino un campo di playground facendone così una seconda piazza Aldo Moro“. 

 

 

Viviana Mannoia