Celebrazione
 

Fra Giuseppe chiude la porta santa della Casa don Puglisi di Modica

Fra Giuseppe chiude la porta santa della Casa don Puglisi: “mostrate al mondo il Cuore di Dio”

18 nov 2016 - 18:09

MODICA - È stato fra Giuseppe a concludere la messa di ringraziamento per il Giubileo nelle porte sante della misericordia della Casa don Puglisi di Modica: “In siciliano si dice: si chiuri na porta, si rapi un mpurticatu”, ha incalzato scherzando un po’ il frate.

Fra Giuseppe Maria Pulvirenti nel 2000 lavorava in banca a Scicli e cercando un luogo dove vivere quell’anno santo, ha scoperto la Casa don Puglisi e ha iniziato a fare volontariato.

Man mano ha maturato una vocazione più radicale, ed è diventato frate minore rinnovato, vivendo attualmente a Napoli, nella periferia tra Caivano e Scampia.

Fra Giuseppe è diventato prete lo scorso aprile, ma prima è voluto tornare alla Casa don Puglisi a varcare la Porta santa e adesso ha presieduto l’Eucaristia di conclusione dell’anno santo insieme al rettore del Seminario don Luigi Vizzini e ad altri presbiteri.

Commentando il vangelo del giorno, che parlava di Gesù che piange per Gerusalemme, ha ricordato come Dio piange, piange per la nostra resistenza, ma piange anche perché Lui non costringe, può solo invitare, attende e non pretende… Ma ci dice anche qual è la possibilità: la sua visita! Fra Giuseppe ha fatto un forte, accorato, appello ad accogliere questa visita.

Secondo la lettura di fra Giuseppe, la chiave è lasciarsi “misericodiare” da Dio e trovare quella pace che poi permette di spendersi per i fratelli.

Ancora, ha ricordato come per Dio ogni persona e ogni popolo è guardato con una misericordia che vuole raggiungere anche l’uomo più peccatore e, se poi Dio chiede ai “suoi” di più, è perché vuole renderli partecipi dei suoi stessi sentimenti.

Anche don Luigi Vizzini, alla fine della messa, ha sottolineato come oggi sia importante una preghiera che sia tutt’uno con la vita e una vita che sia tutt’uno con la preghiera, per poter sperimentare la pienezza della gioia.

La messa era stata preceduta da un incontro con il Seminario, in cui fra Giuseppe aveva discusso su quelli che sembrano atteggiamenti contraddittori di Dio, ora iracondo ora misericordioso, che in realtà sono come i due angeli agli stipiti dell’arca santa.

Per concludere la celebrazione i bambini della Casa hanno mostrato i loro lavori. In quest’anno santo hanno attualizzato le opere di misericordia nelle “casette della misericordia”, che sono state tutte messe in una casa rossa più grande: la Casa del cuore!

Un bambino ha aggiunto: “è il luogo dove famiglie incontrano famiglie”. Ecco la meta: che ogni famiglia che può, sia accanto a una famiglia ferita. E così si mostrerà al mondo il Cuore di Dio.

 

Redazione NewSicilia