Fotografia
 

"Gibellina PhotoRoad" in mostra fino al 31 agosto

2 ago 2016 - 16:19

GIBELLINA - Fino al 31 agosto tra le piazze e i monumenti di Gibellina rimarranno in esposizione le fotografie scelte per la prima edizione del “Gibellina PhotoRoad – Festival Internazionale di Fotografia Open Air”, manifestazione inaugurata venerdì 29 luglio con tre giorni di presentazioni, visite guidate, talk e letture portfolio, con la presenza degli organizzatori e di alcuni dei fotografi in mostra.

I visitatori sono stati inizialmente accolti nella sede della “Fondazione Orestiadi” che, assieme alla “Galleria X3” di Palermo, ha promosso l’iniziativa nata da un idea di Arianna Catania (direttore artistico del festival) e di Francesca Barbano, project manager di “Obiettivo Creativo: giovani talenti a Gibellina, città della fotografia”, il progetto (cofinanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale – Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il bando “Giovani per il Sociale” all’interno del “Piano Azione Coesione”), al cui interno si colloca lo stesso “Gibellina Photoroad”.

Durante il discorso di apertura, in cui sono intervenuti Calogero Pumilia (presidente della Fondazione Orestiadi), Maria Faldetta (presidente della Galleria X3), Arianna Catania, Francesca Barbano e il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera, sono state spiegate le ragioni della scelta di Gibellina come sede del festival, il sistema di selezione degli autori e di esposizione delle fotografie e il collegamento con la storia della cittadina del Trapanese funestata come tutta la Valle del Belice dal terremoto del 1968.

“Gli allestimenti – ha detto Arianna Catania – sono pensati in continuità con gli spazi urbani voluti dall’allora sindaco di Gibellina, Ludovico Corrao, al momento della ricostruzione della cittadina e come essi vogliono essere una sperimentazione continua che ne perpetri l’eredità. Le foto in mostra nelle piazze monumentali e per le strade non vogliono sostituirsi all’architettura ma integrarsi con questa nell’idea che siano dedicate agli abitanti di Gibellina”.

Il programma della prima giornata di festival è poi proseguito con il talk “Gibellina, una vera utopia. Quando la fotografia fa la storia”, in cui è intervenuta Francesca Corrao, presidente del comitato scientifico della Fondazione Orestiadi. Durante la discussione si è posto l’accento su come i giorni successivi al terremoto siano stati ampiamente documentati da tanti fotografi, anche importanti, che hanno lasciato un’importante testimonianza e contribuito a costituire la memoria della nuova Gibellina, come si evince dalla mostra ospitata all’interno dei locali della fondazione, in cui sono presenti stampe vintage di grandi nomi della fotografia come Mimmo Jodice, Enzo Brai e Vittorugo Contino, per nominarne solo alcuni.

“Il tema di questa edizione del festival – ha detto Francesca Corrao – è il ‘Disordine’, come sconvolgimento di uno stato preesistente ma anche necessità e possibilità per un nuovo inizio. Vedo un parallelismo tra le vite degli abitanti di Gibellina, sconvolte dal terremoto e ricominciate in un luogo nuovo e diverso e le storie dei tanti migranti che vedono sconvolta la loro quotidianità da guerre o crisi congiunturali e che per sopravvivere sono costretti a spostarsi e ricominciare altrove; un flusso che finisce per portare nella nostra società quello che percepiamo come ‘disordine’ dello status quo, in un ciclo inevitabile”.

Un lungo striscione, che pende dall’Arco realizzato nel 1978 da Nanda Vigo a chiusura del Sistema delle Piazze, recita coerentemente “IL CAMBIAMENTO È IRREVERSIBILE” e sotto di esso, in piazza della Rivolta Contadina, domenica 31 è avvenuta la presentazione di “Creation”, vincitore del premio “Call for an open air exhibition” assegnato dalla giuria del festival, lavoro realizzato dai giovani fotografi Domenico D’Alessandro e Maria Palmieri, sotto il nome di Rumore Pair: stampe di dettagli materici, molte realizzate in una cava pugliese, che desiderano usare la fotografia per abbattere le barriere tra spazio e tempo, avviando un moto di cambiamento irreversibile ed aperto a infiniti atti di creazione, come rappresentato dall’invito, rivolto ai visitatori, a riposizionare a piacimento le foto inizialmente installate dai due artisti.

Nella stessa giornata, Enzo Fiammetta – direttore del Museo Trame Mediterranee – ha accompagnato i visitatori in un tour guidato delle pitture, sculture ed installazioni presenti nel museo, che per la durata del festival ospiterà anche alcune opere di vari fotografi italiani ed esteri.

La buona apertura del “Gibellina PhotoRoad – Festival Internazionale di Fotografia Open Air”, fa sperare per il mantenimento, nei prossimi anni, delle promesse del festival e siamo curiosi di vedere quali saranno i successivi temi, dato il forte legame di quello odierno con la città ospitante, con l’auspicio che possa crescere e diventare un punto di riferimento di richiamo internazionale per l’arte fotografica in Sicilia.

Avremmo voluto recensire anche le foto prodotte dai 60 ragazzi palermitani e della Valle del Belice che hanno partecipato ai laboratori di “Obiettivo Creativo”, parte integrante del progetto che ha avuto accesso ai fondi statali, e di cui noi di Newsicilia.it vi abbiamo parlato a febbraio, ma nel pomeriggio di domenica 31, i locali delle Tenute Orestiadi, che ospitano i risultati dei laboratori, ci hanno accolti con un cartello “torno subito” e un numero di cellulare da cui non abbiamo mai avuto risposta. Dopo la segnalazione agli organizzatori, ci è stato assicurato che il disservizio non si verificherà più e vi invitiamo quindi a visionarle di persona e a sfidare fiduciosi la calura dell’agosto siciliano, approfittando delle mostre in corso per ammirare anche le surreali architetture di Gibellina Nuova.

Davide Bologna

 

Redazione NewSicilia