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G7: il documento finale sottolinea progressi e limiti del vertice. Soddisfatto Gentiloni, meno la Merkel.

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27 mag 2017 - 18:35

TAORMINA - Cala il sipario sul G7 di Taormina. Dopo due giorni di lavori, di alti e bassi, di risultati più o meno attendibili, i pareri dei potenti del mondo non sono negativi ma – a voler essere realistici – nemmeno unanimemente positivi. D’altra parte, i temi nell’agenda erano fin troppo importanti e con parecchi steccati, in taluni di essi, per sperare che le convergenze potessero arrivare su tutti i fronti.

Alla fine, la resistenza di Donald Trump, su alcuni argomenti, non è stata vinta. Dal documento finale, dalle dichiarazioni dei vari Capi di Stato, dalla conferenza conclusiva del premier Gentiloni emerge tutto.

Alla conferenza, l’unico elemento di soddisfazione “piena” manifestato dal Presidente del Consiglio è stato quello relativo alla scelta della sede del G7 di quest’anno. Proprio per questo Gentiloni, in apertura dell’incontro con la stampa, ha voluto ringraziare l’ex premier Matteo Renzi, fautore della scelta della sede del vertice, ed ha voluto rivolgere il suo personale ringraziamento a Maria Elena Boschi, sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio dei Ministri per l’apporto dato all’organizzazione del vertice e che non ha fatto mancare la sua presenza, in prima fila, con un elegante abito bianco a pois. Ringraziamenti da parte del premier anche per le forze dell’ordine e per quanti hanno contribuito alla buona riuscita del G7.

Dopo di ciò, Gentiloni ha espresso la sua soddisfazione per l’andamento dei lavori. “Il G7 di Taormina – ha detto in apertura il presidente del Consiglio – ha ospitato delle discussione vere, schiette, libere e democratiche e credo si possa dire che sia stato più autentico delle passate edizioni. È servito certamente a mettere in chiaro le posizioni dei leader e ad avvicinarli nel confronto“. Poi, analizzando i singoli temi trattati negli incontri, Gentiloni ha detto che “il risultato più importante del vertice, quello su cui ci sono state le maggiori convergenze, è l’impegno nella lotta contro il terrorismo. La dichiarazione di Taormina firmata ieri, a pochi giorni dall’attentato di Manchester e a poco più di due giorni dall’attacco contro gli egiziani copti, lascerà una traccia per l’impegno preso dai leader del G7. Nessuno deve sottovalutare – ha proseguito Gentiloni – la forza che potranno mettere in campo i 7 leader mondiali per far pressione sui server provider“. E questo perché, come aveva anche sottolineato la premier inglese Theresa May, oggi internet rappresenta un indiscutibile mezzo di reclutamento e propaganda terroristica.

Gentiloni ha anche sottolineato l’intesa sugli altri temi geopolitici di attualità. Sulle situazioni “calde” di alcune parti del mondo: dalla Libia alla Siria alla Corea del Nord. Poi, ha evidenziato le convergenze sull’immigrazione, sottolineando che “dal vertice sono venute fuori soluzioni a medio e lungo termine“. Ma in questo campo,obiettivamente, i leader del G7, nel loro documento approvato, “riaffermano il diritto sovrano degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i loro confini e a stabilire politiche nel loro interesse nazionale e per la sicurezza nazionale“. In pratica, è la linea dura di Trump, quella dei muri e delle quote.

Positivo, per il premier italiano, anche l’inserimento in agenda dei temi riguardanti l’Africa. Con la riunione allargata ad altri Capi di Stato interessati (Etiopia, Nigeria, Kenya, Niger e Tunisia). “Un focus – ha aggiunto Gentiloni – che avrà un seguito nel G20 di Amburgo del prossimo luglio. Un’attenzione particolare che prelude ai temi dello sviluppo, delle nuove tecnologie, della formazione, dell’occupazione e, per certi versi, anche del clima”.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che le differenze sembrano essere rimaste abissali fra i 6 leader europei e la presidenza americana. Donald Trump ha dichiarato che l’America non intende rispettare gli accordi di Parigi, entro la prossima settimana il presidente statunitense dovrebbe far conoscere la sua posizione definitiva in merito. E nemmeno sul commercio, Trump ha trovato molti punti di convergenza col resto dei partecipanti al vertice. La sua convinzione è quella che molti Paesi, primo fra tutti la Germania, importano troppi prodotti in America penalizzando il mercato interno – il riferimento è principalmente al settore automobilistico – e questo per il presidente non può continuare senza l’introduzione di dazi e limitazioni che scoraggino questo andazzo.

Infine, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, Gentiloni ha auspicato che la Sicilia, che in questa circostanza ha dimostrato notevoli capacità, possa quanto prima recuperare il terreno dello sviluppo rispetto al resto del Paese. Ed ha assicurato che il governo si muoverà in questa direzione per colmare il gap esistente.

Si ringrazia per le foto: Saro Laganà e Vincenzo Musumeci.

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Sergio Regalbuto