Arresti
 

Furto di rame, strutture pubbliche e private sotto assedio: 6 casi eclatanti nell'operazione "Blackout", 10 arresti

30 dic 2016 - 10:34

CASTELVETRANO - La scorsa notte, i militari delle Stazioni Carabinieri di Gibellina e Salaparuta, coadiuvati in fase esecutiva da personale del Comando Provinciale Carabinieri di Trapani, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare.

L’attività investigativa si è svolta tra marzo 2014 e dicembre 2015: attraverso perquisizioni, osservazioni e pedinamenti, oltre al supporto di intercettazioni telefoniche e ambientali, si è potuto avere conferma del furto di rame da parte di alcuni individui. In totale sono stati rubati circa 400 chili, destinati a essere trattati mediante bruciatura delle guaine protettive per poi rivenderli sul mercato nero.

L’indagine ha evidenziato una serie di preoccupanti eventi delittuosi nei confronti di strutture pubbliche e private e, in alcuni casi, anche nel sistema di illuminazione delle strade, con conseguente interruzione di pubblici servizi.

Di seguito si elencano vari eventi a rilevanza penale contestati nel provvedimento notificato la scorsa notte:

  • Ricettazione di elettrodomestici;
  • Furto di cavi di rame in danno della Fondazione “Tenute Orestiadi”, del servizio di illuminazione sito in via Wainbligen e della piscina comunale di Gibellina;
  • Furto di cavi di rame dal servizio d’illuminazione pubblica del comune di Poggioreale;
  • Furto e ricettazione di 700 m. di cavi elettrici sottratti presso la diga Delia/Garcia di Castelvetrano;
  • Furto di cavi elettrici e tubi di rame presso il supermercato Despar di Partanna;
  • Furto della scultura bronzea del “Serpente” realizzata da Piergiulio Montano, al tempo custodita presso il Palazzo di Lorenzo nella via degli Elimi di Gibellina e successivamente rinvenuta scomposta in varie parti dai Carabinieri delle Compagnie di Castelvetrano e Marsala.

I 10 indagati – tutti già noti alle forze di polizia per i loro trascorsi – risultano rispettivamente destinatari di una custodia cautelare in carcere, un arresto domiciliare, cinque obblighi di dimora e tre obblighi di presentazione.

Tra questi vi sono Alì Bouaziz, tunisino di 51 anni (già rinchiuso in carcere) al quale è stata applicata la custodia cautelare in carcere, e Gaetano Mancuso, 25 anni e posto ai domiciliari.

Redazione NewSicilia