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Forre laviche del Simeto, gli scatti più belli tra gole e meandri

Forre laviche del Simeto, gli scatti più belli tra gole e meandri

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15 mag 2017 - 16:15

CATANIA – Bellezze naturali. Paesaggi di ogni tipo e per tutti i gusti: dalla montagna al mare, dai laghi ai fiumi.

Le foto che vedete sono state scattate da un appassionato fotografo naturalista, Daniele Caccamo, alle forre laviche del Simeto, luogo di meraviglie della natura forse sconosciuto ai più. Le forre sono delle gole, in questo caso scavate dal fiume nel basalto formato dalle colate laviche dell’Etna.

Punto di interesse geomorfologico per la particolare forma dei prismi basaltici, le forre del Simeto sono state inserite nell’elenco dei siti di interesse comunitario, i cosiddetti siti Natura 2000, progetto che ha per obiettivo la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche del luogo.

Le forre ricadono nei comuni di Bronte, Randazzo, Adrano e Centuripe, a pochi chilometri dal tratto di Pietralunga del fiume e dal Poggio Santa Maria, altri due punti di grande interesse naturalistico.

Sulle sponde del fiume, tra gole e meandri, si possono ammirare diverse specie di piante, tipiche della macchia mediterranea come l’olivastro, il leccio e il bagolaro, o ancora tamerici, specie importanti nel formulario presentato dalla regione, oleandro ed euforbia arborea. Nei pressi del maestoso Ponte dei Saraceni, si incontrano dei salici e il pioppo nero.

Dal punto di vista faunistico, invece, è facile incontrare volpi, ricci, lepri o tante specie di rettili come la biscia dal collare e il colubro leopardino o diverse lucertole e tartarughe palustri. Presenti anche diversi anfibi, tra cui rane e rospi e anche, naturalmente, tantissimi uccelli, tra falchi, aironi, barbagianni e civette. Inutile sottolineare la presenza di insetti e aracnidi di ogni specie, tra cui anche le bellissime libellule colorate con il loro volo leggiadro.

Il Gal Etna ATS, associazione che ha lo scopo di valorizzare le risorse ambientali e culturali per la fruizione turistica ecosostenibile, ha inserito le Forre del Simeto nel suo piano di sviluppo locale, collegandole con altre risorse presenti nel territorio tra cui lo stesso Ponte dei Saraceni, l’area archeologica del Mendolito, le rocce Pietrerosse, i basalti colonnali in contrada Barrili, la masseria Placa Torre; forre laviche nei pressi del ponte la Cantera e il ponte medievale sul fiume Troina.

 

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Clelia Mulà