Danza
 

Forbidden Destination, tra il reale e l'onirico la capacità dell'uomo di creare

23 nov 2015 - 20:01

CATANIA - Applausi e partecipazione per Forbidden Destination di Giovanni Scarcella che ha debuttato in prima assoluta sabato 21 ed è stato replicato ieri a Scenario Pubblico.

Gli spettatori hanno molto apprezzato la performance del coreografo messinese a Bruxelles dal 99 e artista associato a Scenario Pubblico per il periodo 2015-2017.

In scena una coreografia energica, corporea, a tratti ironica e isterica che si armonizza a una scenografia minimale ma molto suggestiva che richiama l’universo e i suoi pianeti, ma anche la realtà quotidiana.

Forbidden Destination è uno spettacolo in cui danza, musica, spazio e danzatori interagiscono e si completano, uno spettacolo in cui gli artisti non sono solo ballerini ma anche protagonisti in quanto persone mettendo a nudo il proprio vissuto e le proprie emozioni; uno spettacolo intimo, ma anche universale; uno spettacolo in cui lo spazio non è solo spazio, ma ha un ruolo di mappa in cui i danzatori relegano alcune parti dello spettacolo come chiusi in un luogo e tempo definito.

“È una performance in cui si estremizzano le emozioni – afferma il coreografo Scarcellain cui i danzatori sono sincronizzati con tutto il resto e dove il corpo diventa un tutt’uno con l’ambiente e l’ambiente diventa un tutt’uno con i danzatori”.

Il movimento è vibrato, frenetico, a tratti convulsivo e permette di passare da uno stato puramente fisico a uno più trascendentale che fa anche da trait d’union alle varie dimensioni ed emozioni a cui lo spettacolo fa riferimento. Presente, passato, rabbia, felicità.

“L’uomo è energia vitale, si rigenera e si dona, si apre alla creazione”, aggiunge l’artista. 

“Un’opportunità imperdibile perché permette di aprire e approfondire il lavoro di un artista e di creare una comunità e una continuità fondamentali perché il contemporaneo è molto vasto. Questa opportunità mi permette di fare molto e di essere in scena a Catania più volte, cosa che, dopo tanti anni all’estero, rappresenta un grande momento di ricchezza e crescita”, conclude il coreografo Giovanni Scarcella.

Marco Bua