Evento
 

La Festa dell'Unità tra spettacolo e tensioni

29 ago 2016 - 17:41

CATANIA - È iniziata da poco e fa già tanto parlare di sè. Si tratta della Festa dell’Unità che quest’anno è sbarcata a Catania.

Una serie di eventi con protagonisti di grande spessore, personalità politiche ma anche dello spettacolo. Quindici giorni, da ieri 28 agosto all’11 settembre, di dibattiti, confronti, musica e intrattenimento.

La festa, con tema “L’Italia dice si”, si è aperta alla Villa Bellini con la presenza del presidente del Pd Matteo Orfini, del vice segretario nazionale del partito Debora Serracchiani, del primo cittadino catanese Enzo Bianco e del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.

Si prosegue con un ospite d’eccezione, Patty Pravo, che si esibisce sul palco della tanto attesa festa del Pd con la sua musica accattivante.

Presenti all’evento anche Paolo Gentiloni e Massimo D’Alema, sul tema “Le sfide della sinistra nel disordine mondiale”, mentre Enzo Bianco si confronta su un tema caro ai siciliani, quello del progresso: “Innovare in Sicilia. Le autonomie alla prova del cambiamento”.

Temi fondamentali della festa anche quello della sanità, affrontato da personaggi come Vitto De Filippo e Baldo Gucciardi con “La salute per tutti, la sanità in Sicilia”, e quello dell’istruzione, con relatori Alessandro Cappellani e Vincenzo Fasone con “Il sapere fa cittadini. Più servizi e più risorse per il diritto allo studio”.

Solo alcune delle tantissime tematiche proposte, accompagnate da momenti di puro spettacolo e intrattenimento. Grandissimi artisti alla Festa dell’Unità di Catania: la già citata Patty Pravo, il giovanissimo Madh, direttamente da X Factor, il grande Mario Venuti, insieme al suo gruppo “Urban Fabula”, e, per finire, la coppia Stefano Di Battista e Nicky Nicolai

Ma la Festa dell’Unità è anche cultura e accoglie la presentazione del libro di Emanuele Macaluso “La politica che non c’è, un no di Emanuele Mascaluso su Fb”, e tanti altri.

Tutto questo si chiuderà in bellezza, l’11 settembre, con la presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Villa Bellini.

Ma insieme al divertimento e al confronto si fanno spazio anche le lamentele di chi non si spiega perchè un luogo pubblico come la Villa Bellini sia stato deliberatamente occupato per la manifestazione.

A tale proposito Matteo Iannitti, presidente di “CataniaBeneComune”, racconta il proprio spiacevole episodio e scrive: “Ero andato alla villa Bellini per vedere come si stesse svolgendo la festa del PD, quali aree della villa fossero chiuse, per vedere, da abitante, da persona che si occupa della città, quali fossero le condizioni della villa. Ma all’ingresso vengo fermato dalla polizia. ‘Iannitti aspetti, dobbiamo chiedere al dirigente se può entrare’. Mi fermo, aspetto. Poi la risposta del nuovo dirigente della Digos: no, non può entrare. Sono incredulo“. 

A quanto pare, come riportato dal giornale Sudpress, non sono state pubblicate autorizzazioni che permettano un’occupazione del suolo pubblico del genere.

“La festa nazionale dell’Unità sta regalando a Catania un clima repressivo inaudito”. Un’altra denuncia, stavolta della segreteria nazionale PCI, Luca Cangemi, che continua: “Il PD ha dimostrato, così, di avere messo Mario Scelba, il ministro della repressione del centrismo, in prima fila nel suo Pantheon ideologico. Sono stati denunciati pubblicamente una serie d’interventi polizieschi, francamente incredibili: limitazioni alla libera circolazione dei cittadini, esponenti politici e di movimenti sociali controllati e identificati, l’accesso alla Villa Comunale subordinato all’ok di responsabili del “Partito Democratico”, un vero e proprio blitz, senza la più piccola motivazione, con largo spiegamento di forze, a Piazza Santa Maria di Gesù contro un gruppo di studenti”.

Un clima di tensione non certamente tipico di una festa, alimentato anche dal periodo di lutto, conseguenza del disastroso terremoto del Centro Italia.

“Si può festeggiare l’Unità mentre non si sono ancora seppelliti i morti e mentre si continua a scavare tra le macerie alla ricerca dei dispersi? Rimangono sempre meno dubbi, questo paese ha bisogno di recuperare la decenza, l’etica, questa classe dirigente deve essere politicamente decimata”, queste, per concludere, le dure parole di Mariano Ferro, esponente del partito dei Forconi.

 

Clelia Mulà