Tradizioni
 

Essere regista nella Sicilia 2.0: la storia di Sicily Folk Doc

26 gen 2016 - 06:30

CATANIA - Abbiamo incontrato Mauro Maugeri incuriositi dal progetto Sicily Folk Doc per capire cosa significhi fare documentari in Sicilia oggi e come unire insieme le tradizioni del nostro passato, come le feste religiose, e le nuove tecnologie.

“Fare documentari del genere oggi in Sicilia significa fermare il tempo e conservare la memoria di tradizioni, usi e costumi che probabilmente il tempo e l’avanzare della globalizzazione rischierebbero di far dimenticare” dice Mauro Maugeri.

“È un lavoro di antropologia e conservazione della memoria! Per questo per noi è importante portare avanti questo progetto che abbiamo chiamato appunto Sicily Folk Doc”.

I progetti per il 2016 sono ambiziosi, infatti,  dopo l’appagante esperienza di  A lu cielu chianau, dedicato all’Assunzione di Maria (che a Randazzo viene celebrata con la cosiddetta “Vara”),  che lo scorso maggio ha fatto parte dei sette documentari italiani presentati allo Short film corner del Festival di Cannes, oggi preparano ben due documentari: il primo sulla Madonna della Scala (S. Maria la Scala, Acireale); il secondo sulla festa di San Giacomo a Capizzi (Me).

La festa di Santa Maria la Scala si svolge quasi completamente in acqua, sulle barche dei pescatori che vivono il piccolo borgo marinaro e che tornano apposta tutti insieme dai loro mesi di pesca in giro per il Mediterraneo: bambini, adulti e anziani si sfidano su delle barche a remi e su un albero della cuccagna costruito a picco sul mare del porto.

La festa di San Giacomo, che si svolge a Capizzi – un piccolo centro sui monti Nebrodi – è invece la rappresentazione perfetta di una comunità di artigiani, agricoltori e pastori e del carattere guerriero attribuito al santo. Grandi provole arricchiscono e ingombrano il fercolo portato in processione che poi viene usato come un ariete per abbattere i muri di una vera casa: a ogni colpo corrisponde un “miraculu”.

Ma chi sono Mauro e Daniele?

Daniele Greco è un videomaker e fotoreporter freelance e  una speciale passione per il documentario. Nasce nel 1980 e dopo gli studi universitari si è dedicato inizialmente al giornalismo e ha lavorato come filmmaker a due edizioni del programma tv “Tetris”, andato in onda su La7. In ambito fotografico è impegnato da anni in una ricerca sul rapporto tra l’estetica metropolitana e gli individui che la vivono. Ha collaborato con diverse agenzie fotografiche e le sue foto sono apparse, tra gli altri, su l’Espresso, Panorama, Tempi, La Stampa, Il Sole 24 ore, La Repubblica, Oggi, Il Giornale, Libero, Metro. Dal 2005 è responsabile della comunicazione esterna del festival Magma – mostra di cinema breve.

Mauro Maugeri, nasce a Catania nel 1981, è autore di diversi documentari brevi di carattere sociale e antropologico con i quali ha partecipato a festival nazionali e internazionali. Nei suoi lavori si occupa di tutti gli aspetti produttivi, in particolare della scrittura, della regia e della fotografia. A partire dal 2005 è socio dell’Associazione Culturale Scarti, promotrice di Magma, di cui è stato Direttore Tecnico dal 2006 al 2010. Si occupa di formazione al cinema e alla comunicazione dirigendo laboratori di produzione audiovisiva per adulti e ragazzi e coordinando la realizzazione di documentari partecipati; negli anni ha collaborato con Rai, Mediaset, Sky, Fondazione Vodafone Italia, Eni-Snam, Centro Sperimentale di Cinematografia, Fondazione con il Sud. È il responsabile delle attività culturali del Comitato Territoriale dell’Arci Catania e membro della Presidenza Nazionale di UCCA (Unione Circoli Cinematografici dell’Arci).

Viviana Mannoia