Architettura
 

Enna, 86 studenti euromediterranei rigenerano quartieri dimenticati

11 mar 2016 - 17:43

ENNA - “L’obiettivo dell’edizione 2016 del KiWis è quella di dare luce, con il contributo creativo di questi giovani quasi-architetti ai luoghi più suggestivi e più dimenticati di Enna alta attraverso il progetto effimero e il riuso di quegli spazi emarginati dalla quotidianità”.

È con queste parole che l’architetto Fabio Naselli, docente della Kore e organizzatore della Winter School, ha definito i lavori di rigenerazione urbana che dalle 8 di domattina inizieranno ad Enna. Protagonisti indiscussi saranno 86 studenti universitari internazionali che daranno vita a 10 installazioni “effimere”, realizzate cioè con materiali recuperati/riciclati/riutilizzati in altrettanti quartieri e rioni di Enna.

Le aree in questione sono il Castello e la Rocca, Valverde, Pisciotto/Villa Farina, S. Bartolomeo-Spirito Santo, le Antenne, lo stadio, ex Macello, Tribunale, Cimitero e Belvedere.

Pronti a rimboccarsi la maniche sono quindi 66 ospiti giunti dalle Università di Spagna, Olanda, Libano, Egitto e Oman e dai due atenei di Napoli che insieme a 20 studenti che frequentano la Kore di Enna non si fermeranno fino a mezzanotte.

Ci saranno anche due residenti, trenta associazioni del territorio, un gruppo di artisti del Farm Cultural Park di Favara, i designer di G2 Lab e personale del Comune di Enna.

Parliamo di una vera e propria festa che dalle 18 coinvolgerà tutti i quartieri animati con musica live, danze, cortei e reading letterari.

Il progetto, realizzato dall’Università Kore (Facoltà di Ingegneria e Architettura) è già stato selezionato dalla Biennale d’Architettura di Venezia (maggio-novembre 2016), dove sarà presentato ufficialmente nei prossimi mesi durante un seminario.

“Gli interventi interesseranno infatti la periferia lineare che circonda Enna per circa 7 chilometri e fa da collegamento fra i tessuti urbani sui margini e il parco alle pendici – conclude l’architetto Fabio Naselli -. E per centrare meglio l’obiettivo, abbiamo coinvolto enti pubblici, associazioni, artisti, gli stessi cittadini: l’idea è quella di favorire il recupero affettivo ed emotivo degli spazi. E dunque la loro riappropriazione”.

Vittoria Marletta