Ambiente
 

Emergenza specie 'aliene' nel Mediterraneo: "È il bacino più colpito"

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27 lug 2017 - 06:37

CATANIA – Negli ultimi anni, il mar Mediterraneo è stato sempre più invaso da specie animali e vegetali ‘aliene’. Pesci tossici, alghe infestanti, sono più di 800 le specie invasive segnalate, tra cui solo 600 si sarebbero stabilite in modo permanente nel Mare Nostrum. 

Le invasioni biologiche rappresentano oggi una reale emergenza ambientale e una delle principali cause di perdita di biodiversità su scala mondiale.

Le cause di tale fenomeno, in forte crescita, sono il riscaldamento globale, le attività commerciali e i trasporti marittimi. Ciò, oltre a causare impatti ecologici, crea seri problemi anche all’economia e alla nostra salute.

Secondo le ultime revisioni scientifiche, il numero di specie alloctone (che colonizzano in luoghi diversi da quelli di nascita) in questo bacino (ad oggi 837) è di gran lunga superiore a quello di tutti i mari europei, e le previsioni per il futuro non sono rassicuranti.

L’Ispra ha dato così il via a due progetti  europei: Life Asap (Alien Species Awarness Program) e Mpa Adapt. Secondo i risultati, metà di queste specie è stata introdotta per mano dell’uomo. Ad esempio attraverso il canale di Suez con il trasporto navale. A dover tener conto di questa problematica sono particolarmente gli ambienti costieri e le aree marine protette che dovranno includere questa problematica nei piani di gestione.

Una delle specie che mette più a rischio la nostra salute è il pesce scorpione, originario del Mar Rosso e altamente pericoloso per via delle spine dorsali, anali e pelviche velenose. Al momento la specie ha raggiunto le coste tunisine, anche se lungo le coste siciliane è avvenuto un ritrovamento. Ciò preoccupa gli esperti perché potrebbe espandersi maggiormente e ancora non si conoscono gli impatti ecologici di questo nuovo predatore.

Altra specie potenzialmente pericolosa è il Lagocephalus sceleratus o pesce palla maculato, riconoscibile dagli altri pesci palla per i puntini scuri sul dorso e per una banda argentea sui fianchi.  Questo pesce ha creato seri problemi ecologici, economici e sanitari in paesi come Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele, Egitto, dove si sono registrati diversi casi di intossicazione alimentare, alcuni dei quali letali. Tuttavia molte segnalazioni sono giunte anche dalla Sicilia.

Tra gli altri organismi ‘alieni’ troviamo il pesce flauto, il pesce coniglio e alghe come la Caulerpa cylindracea e la Lophocladia lallemandii che possono provocare impatti seri sugli habitat naturali, ricoprendo letteralmente i nostri fondali e mettendo a rischio la salute degli ecosistemi costieri.

“Il Mar Mediterraneo è il bacino più colpito dalle invasioni biologiche nel mondo – dichiarano Piero Genovesi ed Ernesto Azzurro, responsabili dei progetti Ispra – e per mitigare le conseguenze ecologiche ed economiche del problema è essenziale intervenire sulle vie di arrivo di queste specie ma anche lavorare in stretto contatto con i cittadini, in particolare con le comunità che vivono nelle località di mare”.

Purtroppo – ha dichiarato il presidente di Legambiente, Rossella Muroninonostante la consapevolezza sempre più diffusa del problema, manca ancora nel contesto italiano una strategia complessiva ed integrata che consenta di affrontare efficacemente il problema. Per questo è fondamentale portare avanti progetti di informazione e sensibilizzazione come il Life Asap o MPA Adapt in grado di fornire indicazioni utili a limitare la diffusione del fenomeno, mitigare i rischi e supportare piani di gestione condivisa”.

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Redazione NewSicilia