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Duro colpo al clan Mazzei: I NOMI e LE FOTO degli arrestati

Duro colpo al clan Mazzei: I NOMI e LE FOTO degli arrestati

26 ott 2016 - 13:45

CATANIA - All’alba di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa il 17 ottobre del 2015 dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di:

  • Giuseppe Barbagallo, pregiudicato di 40 anni;
  • Giuseppe Cardì, pregiudicato di 38 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
  • Domenico Coglitore, pregiudicato di 36 anni;
  • Giuseppe D’Agostino, di 42 anni, detto “lo squalo”, pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  • Gioacchina Fiducia, pregiudicata di 37 anni;
  • Carmelo Grasso, pregiudicato di 43 anni, già detenuto per altra causa;
  • Salvatore Guglielmino, di 42 anni;
  • Carmelo Giusti, pregiudicato di 61 anni, detto “Melo bafacchia”;
  • Sebastiano Mazzei, pregiudicato di 44 anni, inteso “Nucciu ‘u carcagnusu”, già detenuto per altra causa;
  • Maurizio Giovanni Motta, pregiudicato di 47 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
  • Carmelo Occhione, pregiudicato di 52 anni, detto “Melo”, pregiudicato, già detenuto per altra causa;
  • Rosario Seminara, pregiudicato di 42 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
  • Vito Danilo Caputo, pregiudicato di 27 anni, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  • Francesco Spampinato, pregiudicato di 39 anni, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  • Cesare Massimo Urzì, pregiudicato di 43 anni, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;
  • Giulio Alfio Virgillito, pregiudicato di 24 anni, per il quale è stato disposto l’obbligo di firma due volte al giorno, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (clan Mazzei – “Carcagnusi”), estorsione, esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza e minaccia, favoreggiamento personale e reati in materia di falso, con l’aggravante dell’art.7 D.L. n.152/1991, per avere commesso i fatti avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’organizzazione mafiosa anzidetta, nonché furto e ricettazione.

Redazione NewSicilia