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Discarica Misterbianco, la Oikos non ci sta: "Si tratta ormai di un gioco politico"

16 mar 2016 - 06:39

MISTERBIANCO - Emergenza sanitaria, puzza per le strade del paese, rifiuti di tantissimi comuni siciliani che vanno a finire dritti nello stesso posto.

Sono i termini chiave da utilizzare per riprendere le fila del discorso pertinente alla discarica Tiritì e “Valanghe d’inverno”, argomento ormai quotidiano che circola nelle zone di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia.

I sindaci Di Guardo e Carrà sono stati sintetici e allo stesso tempo concreti, arrivando a quello che è l’obiettivo prefissato: far chiudere l’area della discarica.

Ma, ci siamo chiesti, se da un lato ci sono mille leoni che ruggiscono, il capo branco cosa ha da dire? Per avere una chiara risposta, abbiamo contattato l’avvocato di Oikos Rocco Mauro Todero che ci ha fatto, prima di tutto, un quadro generale della situazione.

“Innanzitutto la discarica Tiritì è attualmente chiusa, mentre la discarica ‘Valanghe d’inverno’ è in forza sia dell’ultima ordinanza in materia di rifiuti del presidente della Regione del 14 gennaio che dell’ordinanza del Cga (Consiglio di giustizia amministrativa) del 15 gennaio, ed è quindi sfruttabile. Prima dell’ordinanza del Cga la discarica Valanghe d’inverno si apprestava ad essere chiusa ma la decisione dei giudici palermitani ha riaperto la strada per il rinnovo dell’autorizzazione ambientale e dunque l’8 marzo è partito un iter di rinnovo che, a seguito dei più accurati controlli, non potrà che concludersi con il rinnovo dell’autorizzazione. Il dipartimento regionale dei rifiuti inoltre ha invitato la Oikos a formulare un progetto di discarica aggiornato alle più recenti tecniche e metodi a garanzia della salute e dell’ambiente e si sta procedendo in tal senso”.

Quanto costa mantenere queste due discariche? Perchè non bonificare la vecchia discarica Tiritì?

“Il progetto di bonifica della discarica Tiritì è in attesa di approvazione regionale. Sicuramente le discariche influenzano l’economia dei due comuni limitrofi, e in generale della Regione, per diversi motivi occupazionali e anche perchè si ha l’obbligo di smaltire i rifiuti nella regione di appartenenza. D’altra parte, però, grazie a questo procedimento si evitano procedimenti vietati dalla legge e più dispendiosi, vale a dire smaltire i rifiuti altrove o addirittura fuori Italia”.

Il tema più caldo che preoccupa in particolar modo i cittadini è quello dell’emergenza sanitaria, oltre alla puzza che si può sentire addirittura dai balconi di vicine abitazioni.

“Prendendo spunto dal servizio delle Iene, che è stato senza dubbio fuorviante, si è ingenerata la convinzione di un’emergenza sanitaria o meglio dire di pericoli per la salute pubblica. Se ciò fosse stato vero, il presidente della Regione avrebbe mai potuto adottare molteplici ordinanze di proroga? Il Cga avrebbe accolto la domanda di OIKOS di riapertura della conferenza di servizi per il rinnovo dell’autorizzazione? Sarebbe stato spazzato via tutto in un batter d’occhio. Ci sono stati molteplici controlli da parte dell’Asp e dell’Arpa che hanno escluso pericoli per la salute pubblica e per l’ambiente”.

“Esiste pure uno studio epidemiologico – ha proseguito Todero – condotto dall’amministrazione pubblica competente che ha escluso qualsiasi incidenza dell’attività della discarica sulla salute delle popolazioni che vivono nei comuni limitrofi ad essa. Le ragioni del dissenso alla discarica stanno passando sotto un profilo politico perchè in riferimento a figure sanitarie ed ambientali non ci sono evidenze scientifiche di problemi alla salute politica”.

È quindi questo che viene contestato ai due sindaci? Ci sono anche comitati attivi contro la discarica che programmano manifestazioni al fine di essere ascoltati.

“Ogni comitato di cittadini ha il diritto di manifestare pacificamente le proprie ragioni e assieme a loro anche il sindaco di Misterbianco. Tuttavia potrebbe anche essere spiegato ai concittadini che non si è mai stati in grado di dimostrare, in tutti i giudizi nei quali il comune di Misterbianco è stato parte attiva, che sussista un minimo pericolo per la salute pubblica. Fare il contrario genera soltanto allarme nella popolazione. I sindaci sono liberi di fare le loro battaglie politiche nelle sedi che ritengono più opportune visto che dinnanzi ai giudici tutte le loro tesi, sia giuridiche che tecniche, sono state ragionevolmente disattese”.

Gabriele Paratore



  • Erika Pesce

    Ceeerto ovviamente.anche se ipoteticamente fosse vero che non si corre nessun rischio per la salute mia, di mia figlia e di tutto il resto dei 2 comuni non trovo giusto il fatto che la gente deve camminare con le mascherine per strada, il valore degli immobili scende perche nessuno vorrebbe abitare in un paese dove non puo aprire la finestra perche e’ meglio tenersi l’ odore di chiuso dentro casa. Gente che se ne va dai 2 paesi perche non ne puo piu e questo influisce anche sull’economia dei paesi. E poi tengo a precisare che non si sente Solo dai balconi delle case piu’ vicine ma anche fino alla base di sigonella (io abito li quindi chi meglio di me puo dirlo) e’ uno schifo e mi vergogno profondamente di essere cittadina mottese. Se lo stato siamo i cittadini allora perche nessuno ci ascolta e fa i nostri interessi, il problema e’ che i vari comitati non dovrebbero essere piu’ cosi’ pacifici, per ottenere qualcosa in merito soprattutto alla nostra salute (che non diciamo fesserie e’ come farci l’ aerosol col veleno) dovrebbe mettere in atto un’ azione piu diretta. Io lo farei.