Sopralluogo
 

Degrado della zona industriale di Catania: "Serve un accordo con i privati"

21 ott 2016 - 18:05

CATANIA – “La situazione in cui versa la zona industriale della città etnea è drammatica“.

Ad affermarlo è Salvatore Tormarchio, presidente della commissione comunale al Patrimonio, che ha effettuato un sopralluogo nella zona al fine di trovare “idee e proposte che possano incontrare l’appoggio di amministrazione ed imprenditori. Un’altra zona industriale, più sicura e più forte del degrado è possibile ma serve la collaborazione di tutte le parti in causa“.

Questa estate, la mancanza di interventi precisi e di manutenzione straordinaria ha determinato una serie di incendi che hanno messo a repentaglio la salute di migliaia di persone.

Da ora in avanti, invece, si temono le piogge torrenziali che, come accade ogni anno, allagheranno tutta la zona interessata.

Ad intervenire è stata anche Ersilia Saverino, vice presidente della commissione, che ha sottolineato come “ampie zone e intere strade sono scarsamente illuminate e piene di voragini perchè i ladri di rame e ghisa hanno fatto piazza pulita e ora la collettività ne paga le conseguenze“.

A questo, continua la Severino, “si aggiungono i capannoni abbandonati da anni, le vecchie fermate dell’Amt che diventano bersaglio dei continui attacchi vandalici e il canale Buttaceto con l’acqua che spesso arriva quasi al livello della strada. Altra questione è la mancata potatura delle erbacce, la presenza delle discariche abusive, i marciapiedi distrutti e le strade piene di buche”.

Quale, allora, la possibile soluzione per uscire da questo stato di degrado?

Lo stallo amministrativo può essere fermato con la proposta che la commissione al Patrimonio ha già presentato ai diretti interessati: una collaborazione con gli imprenditori della zona che, in cambio di agevolazioni fiscali oppure della riduzione delle tasse, si potrebbero assumere gli oneri per la pulizia dei canali per il deflusso delle acque piovane, della manutenzione straordinaria del manto stradale e dei marciapiedi, del potenziamento della pubblica illuminazione, della bonifica dalle discariche abusive e dalla pulizia ordinaria. Si tratta di una cooperazione che può portare indubbi vantaggi per tutti“.

Un accordo che indubbiamente va valutato e studiato in ogni dettaglio prima di trovare una sua applicazione pratica, ma che, allo stato attuale, diventa l’unico spiraglio in una mare magnum di  incertezze.

Bisogna evitare a tutti i costi – conclude il consigliere comunale Carmelo Sofiache la zona industriale resti una grossa incompiuta ancora per tanti anni. Stiamo parlando di un progetto che non richiede iter burocratici lunghissimi e non prevede alvuna finanziaria o richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti, ma solo denaro privato per un restyling rapido, radicale e soprattutto duraturo”.

Daniela Torrisi