Corruzione
 

Tangenti all'Assessorato regionale per l'Energia rinnovabile: imprenditore e dirigente nei guai. LE INTERCETTAZIONI

21 nov 2016 - 11:43

PALERMO – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo hanno dato esecuzione ad una misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, nei confronti di 2 soggetti ritenuti responsabili del reato di corruzione in concorso.

Si tratta di Vincenzo Salvatore Sucato, consulente per la Sicilia di una società leader in Europa nel campo della produzione di energia rinnovabile, e Salvatore Rando, dirigente pro tempore dell’Assessorato Regionale all’Energia.

Le indagini dei carabinieri, con l’ausilio di alcune intercettazioni telefoniche, hanno consentito di far luce sulla condotta corruttiva del consulente nei confronti del dirigente Rando, ottenendo da quest’ultimo, dietro una tangente di 7mila euro, il rilascio di un decreto autorizzativo in sanatoria.

Questo decreto avrebbe sanato la mancanza di autorizzazione a collegare, alla linea elettrica nazionale, un impianto fotovoltaico della società in questione, situata nel comune di Ragusa, senza la quale il GSE S.p.a. (Gestore di Servizi Energetici S.P.A.) non avrebbe potuto erogare gli incentivi previsti dalla legge per la produzione di energia prodotta da fonti rinnovabili.

A seguito delle perquisizioni eseguite nell’Assessorato all’Energia, nella sede di Roma della società, nonché nelle abitazioni di tutti gli indagati, è stata ritrovata documentazione pertinente al reato di corruzione. In particolare, all’interno dell’azienda è stata reperita la bozza del decreto inviata da Rando affinché venisse modificata secondo la volontà dei vertici della società.

Pertanto sono stati disposti, dal giudice per le indagini preliminari, gli arresti domiciliari per Sucato, la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio di dirigente per Rando, ed una misura interdittiva cautelare della esclusione per un anno da ogni tipo di finanziamento nei confronti della società di energia rinnovabile.

Redazione NewSicilia