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Controllo del territorio fra Vittoria e Comiso, scoperto un'arsenale d'armi

24 ott 2015 - 17:27

VITTORIA - Gli agenti di polizia di Vittoria, impegnati nel controllo del territorio tra giovedì e venerdì notte, hanno trovato un vero e proprio arsenale d’armi che potrebbero appartenere ad uno dei clan mafiosi del Ragusano.

L’operazione condotta insieme a delle unità cinofile antidroga e antiesplosivo, con la collaborazione del reparto prevenzione crimine e della squadra volanti ha permesso di arrestare il pregiudicato Rosario Greco di trentadue anni e il quarantenne Marco Di Martino per detenzione illegale di armi.

Con la stessa accusa è stato arrestato Andrea Di Martino di ventiquattro anni trovato in possesso anche di 700 grammi di marijuana.

Durante una serie di controlli, effettuati tra Vittoria e Comiso, la squadra mobile ha trovato e sequestrato armi con congegni di puntamento per il tiro di precisione utilizzati dai cecchini, pistole modificate e con silenziatore, munizioni, giubbotti antiproiettile, fucili a pompa con puntatore laser; altre armi provenienti dal mercato estero, materiale esplodente, macchine per fabbricazione e modifica delle potenzialità delle munizioni e droga.

Le perquisizioni della polizia sono cominciate nella casa del ventunenne Andrea Di Martino, costruita all’interno del soccorso stradale che gestiva insieme al padre, dove uno dei cani, Asko, aveva fiutato della droga nel forno in pietra.

Successivamente gli agenti hanno rinvenuto tre pistole e due fucili ma quando viene trovato un involucro di plastica contenente 650 grammi di sostanze stupefacenti il ragazzo dichiara:  “L’ho comprata tutta per me la marijuana, fumo molto, è per uso terapeutico e le armi non sono le mie, non ne so nulla”.

Contemporaneamente veniva perquisita la segheria del pregiudicato Greco dove all’interno di alcune cassette per il mercato ortofrutticolo, in un tubo di ghisa appositamente costruito, era nascosto un fucile a pompa americano con puntatore laser che ne amplifica l’efficienza e la micidialità.

Il pregiudicato immediatamente ha cercato di fornire una giustificazione che potesse scagionarlo: “Le ho trovate mentre facevo i miei bisogni in campagna e le ho portate in azienda”.

Per quanto riguarda Marco Di Martino, invece, i controlli in casa sua inizialmente avevano dato esito negativo ma poi uno dei cani dell’unità cinofila antiesplosivo ha trovato una cartuccia conducendo gli agenti di polizia in una legnaia dove, tra materiali edili e tronchi per il camino, hanno scoperto un vero e proprio arsenale. 

Tra le armi sequestrate è stata rivenuta anche la penna-pistola, ad alta precisione, che più volte abbiamo potuto vedere nei film dell’agente 007.

Francesca Guglielmino