Vernissage
 

Collezione MacS. Sezione Italiana: "Che la bellezza trionfi sulla rassegnazione"

13 lug 2016 - 18:05

CATANIA - “Se potessi cambiare il mondo riempirei di bellezza le case, le strade, le scuole, gli ospedali, le caserme, le carceri, i treni, i taxi, mischiando la bellezza della natura a quella dell’ingegno umano“.

Esordisce con queste parole Giuseppina Napoli, direttrice del MacS, museo arte contemporanea Sicilia, che venerdì 29 luglio, alle ore 20.00, ospiterà il vernissage inaugurale della collezione MacS. Sezione italiana

Un progetto che, iniziato anni fa, ora sembra raggiungere piena realizzazione e, grazie a nuovi spazi espositivi aperti per l’occasione, l’arte potrà manifestarsi in tutto il suo splendore, in tutte le sue forme. 

Il MacS si espande, si moltiplica, si spinge ancora di più verso la luce – commenta la direttrice – e si veste di magnificenza e di splendore tenendo fede ad un progetto culturale iniziato anni fa, progetto che propone il continuo dialogo, tra presente e passato, tra la Sicilia e il mondo e che ad un primo segmento di una collezione internazionale affianca una collezione permanente di artisti Italiani. Da Santiago del Cile a Berlino da Barcellona a New York, l’Italia tutta e tanti artisti siciliani. Visioni, denunce, poesie, speranze, paure. Artisti affermati, giovanissimi emergenti. Una grande estensione geografica di artisti e di scuole. Il meglio dell’arte contemporanea figurativa“.

Ma il MacS, e lo spaccato di esperienze artistiche contemporanee che ospita, dona anche l’opportunità di riflettere sul valore insito nell’Arte, sull’importante contributo che dona a tutto il territorio che la ospita, in un momento storico in cui l’Arte stessa sembra relegata ai margini di una società che la respinge. 

La collezione degli artisti italiani è solo l’ennesima tappa che il museo propone al territorio – afferma Adriano Pricoco, Accademia di Belle Arti di Catania -. Lo scopo non è quello di legittimare la presenza attraverso un’autoreferenzialità bensì produrre una politica culturale che come precedentemente affermato proponga una riflessione attraverso l’Arte che possa tradursi appunto in dibattito culturale“.

La mostra espositiva, inoltre, pone in risalto l’eterogeneità dei linguaggi utilizzati dagli artisti, il loro particolare modo di sentire la realtà e di viverla attraverso l’arte.

Non c’è un preciso comune denominatore che accomuni le opere esposte – continua Pricoco – non è identificabile una filologia retorica che accosti le forme espressive utilizzate ma è la varietà stessa dei linguaggi a rappresentarne il valore ed il senso. Se il contemporaneo si offre a noi come un confuso disorientamento esistenziale, ben vengano questi momenti di ponderata meditazione; che la bellezza trionfi sulla rassegnazione”. 

Daniela Torrisi