Film
 

Cento ragazzi, cento smartphone e tre scuole: "Vedozero2", l'anteprima alla Chiesa del Carmine Maggiore

1 dic 2016 - 17:13

PALERMO - All’interno della trentottesima edizione dell’Efebo d’oro dedicata all’infanzia e all’adolescenza e all’interno del calendario della manifestazione BallaròEspò, con il patrocinio del Comune di Palermo, l’1 e il 2 dicembre 2016 sarà proiettato in anteprima, nella chiesa del Carmine Maggiore, “Vedozero2″, film girato da dietro i banchi dell’Istituto Superiore Ugo Mursia di Carini, il Centro Educativo Ignaziano e l’Istituto Regina Margherita di Palermo, realizzato interamente dai ragazzi palermitani con i loro smartphone.

Un film documentario capace di raccontare la scuola italiana a partire dallo sguardo dei suoi indiscutibili protagonisti: gli studenti. “Vedozero2″ si confronta con la generazione dei nativi digitali, per catturare le nuove possibilità del loro sguardo, da sempre famigliare con l’universo delle fotocamere, degli smartphone e dei social network. Un’occasione per fornire alle nuove generazioni, la possibilità di raccontarsi e raccontare la scuola utilizzando il linguaggio del video, senza filtri e pregiudizi, con lo scopo di formare sguardi consapevoli, capaci di osservare il mondo con curiosità e discernimento.

L’evento è organizzato da Roadmovie in collaborazione con VEDIPalermo e Terradamare Cooperativa Turistica. Cento ragazzi. Cento smartphone. Tre scuole palermitane. Un intero anno scolastico. Un film interamente girato da dietro i banchi delle superiori. Il mondo visto con gli occhi dei nativi digitali. I pensieri, i sogni, l’immaginario di chi guarda la realtà attraverso uno schermo. L’idea è semplice: far filmare a studenti di quattordici/quindici anni, l’anno scolastico dal loro punto di vista, per trasformare quei pochi centimetri quadrati di circuiti elettronici che ciascuno si porta in tasca, in un diario da riempire di sguardi, idee e domande.

VEDOZERO nasce qui. Dalla convergenza di queste riflessioni, coniugate ad una tecnologia davvero alla portata di tutti. Una tecnologia che ha trasformato dei semplici telefoni, in strumenti creativi dalle potenzialità infinite, e la cultura in un sistema di ramificazioni inestricabili, che oggi la scuola, non può ignorare. Presentato in anteprima italiana nella sezione Filmmaker off di Filmmaker Festival, Vedozero2 è un itinerario pedagogico che porta alla realizzazione di un lungometraggio e di un progetto intermediale permanente. Il progetto e il film Naturale evoluzione del film realizzato nel 2010, Vedozero2 ne riprende i tratti essenziali e li moltiplica al quadrato, per rispondere alle esigenze di un universo digitale in continuo cambiamento.

Studenti di quattordici e quindici anni di tre istituti superiori di Palermo partecipano ad un percorso formativo e creativo: la sfida è raccontare il mondo della scuola attraverso l’obiettivo del loro smartphone. I materiali video sono raccolti quotidianamente su un server e pubblicati su un sito – vedozero.it – mentre un gruppo di scrittura su Whatsapp accompagna le riprese.

I ragazzi incontrano il regista e sono accompagnati da professionisti del mondo del cinema e della comunicazione, per acquisire una maggiore consapevolezza di quel dispositivo che portiamo sempre in tasca. Quel piccolo schermo che, pur fungendo da centro gravitazionale della vita di ogni adolescente, è spesso biasimato o non capito dal mondo adulto, e quasi mai compreso nelle sue immense potenzialità creative.

Una trasformazione del dispositivo cinematografico In questa scrittura in tempo reale, caleidoscopio di pezzi di vita, istanti, sguardi, l’obiettivo dello smartphone si trasforma: da strumento privato e spesso considerato come spersonalizzante, diventa un modo per mettersi in gioco in prima persona. Per raccontare e condividere un’esperienza tanto fondamentale quanto imprendibile: il passaggio dalla pre-adolescenza all’adolescenza, il primo confronto maturo con la vita adulta. La struttura collettiva e multiautoriale di Vedozero2 imprime un movimento diverso allo sguardo documentario. L’obiettivo di Caccia nello stimolare i giovani attori-autori, che lavorano in piena libertà, non è creare un’immagine più o meno fedele della scuola, ma mettere in gioco delle relazioni in grado di suscitare nei ragazzi degli sguardi responsabili, critici, liberi.

Nella convinzione che proporre oggi un’educazione alla creazione cinematografica e ai nuovi media non significhi semplicemente insegnare un linguaggio, ma recuperare, attraverso il gesto del filmare, il senso radicale di un’azione, il guardare, che è all’origine del fare cinema.

Redazione NewSicilia