Commemorazione
 

Celebrato il ventennale della scomparsa di Antonello Germanà Di Stefano

6 nov 2016 - 18:08

CATANIA - Oggi a Catania, alle ore 10,45, nel castello Leucatia ha avuto luogo la commemorazione del ventennale della scomparsa del prof. Antonello Germanà Di Stefano, storico, docente e cofondatore del centro culturale Vincenzo Paternò Tedeschi, il quale ha organizzato la manifestazione con la collaborazione della biblioteca Rosario Livatino.

L’incontro, presieduto da Santo Privitera, storico, giornalista e presidente del centro culturale, ha visto la partecipazione di Orazio Patanè, Orazio Costorella, Nunzio Spitaleri e Angela Bono

L’introduzione è stata fatta da Privitera, il quale ha poi passato la parola a Nunzio Spitaleri, che ha presentato la piece “Il paradiso dell’anima-Una vita per la storia“. Qui abbiamo assistito alla presentazione della figura di Germanà Di Stefano, nato a Catania il 20 maggio 1961 e caratterizzato, sin da bambino, da una grande passione per la storia della propria città, dall’antichità sino ai giorni nostri, ma soprattutto per ciò che la città ha perduto nel corso degli anni. A lui è stata anche dedicata una via nei pressi del castello.

Un’attenzione particolare la dedicò alla chiesa di S. Nicolò l’Arena, argomento della sua tesi di laurea in filosofia nel 1985. Di essa divenne profondo cultore, specialmente quando, dopo il terremoto del 1990, essa fu dichiarata inagibile. Così egli combatté una vera e propria battaglia che portò alla riqualificazione di tutto l’edificio, fino ad allora deposito del Comune etneo.

Da notare anche un’altra battaglia condotta da lui per ripristinare la festa di S. Chiodo, uno dei compatroni di Catania, del quale la festa era stata ormai da anni bandita e che grazie a lui fu ripristinata, anche se solo per tre anni, fino alla sua morte. Ma proprio per questi motivi fu vittima di campagne diffamatorie, fino alla sua morte, avvenuta per infarto, il 9 giugno 1996. L’amore per Catania lo portò anche a rifiutare l’incarico di bibliotecario a S.Pietroburgo.

Dopo la proiezione di un booktrailer a lui dedicato, ha avuto luogo l’interpretazione della piece, nella quale l’autore Santo Privitera, suo grande amico, ha messo in scena un dialogo con Germanà Di Stefano che ha ripercorso la sua vita e il grande ricordo che ha lasciato dopo la morte.

A recitarla Orazio Patanè, voce narrante, ed Orazio Costorella, voce recitante, con introduzione e finale di Angela Bono. Durante la messa in scena sono state messe in risalto grandi caratteristiche di Germanà Di Stefano, come il legame con l’amico Privitera e con Dio, l’amore per una Catania che doveva recuperare gli antichi splendori, l’importanza data al sopra citato tempio benedettino e il suo definirsi martire a causa delle diffamazioni subite.  

“Era un grande cultore della nostra Catania e non voleva mai abbandonarla. Il recupero della festa di S. Chiodo, che dopo la sua morte la Curia volle nuovamente bandire, è una testimonianza di ciò” questo il commento di Santo Privitera.

Giuliano Spina