Carabinieri
 

Celebrato a Mazzarino il 70° anniversario del massacro di Feudo Nobile

29 gen 2016 - 19:08

MAZZARINO – Questa mattina nella stazione CC di Mazzarino, alla presenza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, è stato celebrato con una cerimonia solenne il 70° anniversario del massacro di Feudo Nobile in cui nel 1946 persero la vita otto militari.

Dopo una breve declamazione del fatto storico ci sono stati gli interventi del comandante generale dell’Arma, Gerardo Petitto, e del sindaco di Mazzarino, Vincenzo Marino.

Hanno partecipato anche il comandante delle Scuole dell’Arma, il generale di Corpo d’Armata Riccardo Amato, il comandante Interregionale dei Carabinieri “Culqualber”, il generale di Corpo d’Armata Silvio Ghiselli, il comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, generale di Brigata Riccardo Galletta, il prefetto di Caltanissetta, Maria Teresa Cucinotta, i sindaci, tutte le massime autorità civili ed i parlamentari nazionali della provincia.

Presente imoltre una grande rappresentanza delle scolaresche del luogo.

Al termine della cerimonia militare il comandante generale dell’Arma si è intrattenuto con i carabinieri della Stazione di Mazzarino, visitando i locali della caserma, e successivamente si è spostato nella Chiesa Maria SS. di Gesù dove il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, ha celebrato una santa messa in suffragio dei martiri di Feudo Nobile.

I dolorosi fatti risalgono agli inizi del 1946 quando la Sicilia era afflitta da fenomeni criminali diffusi, noti con il nome di banditismo. Salvatore Rizzo, boss alla testa dei niscemesi (una consorteria mafiosa), il pomeriggio del 9 gennaio 1946 si servì di una fittizia denuncia per attaccare la caserma di Feudo Nobile, appiccando il fuoco alla struttura e facendo irruzione abbattendo la porta con proiettili e bombe a mano.

Fecero prigionieri Mario Spampinato, Fiorentino Bonfiglio, Giovanni La Brocca, Vincenzo Amenduni, Vittorio Levico, Emanuele Greco, Pietro Loria e Mario Boscone.

Da quel momento cominciò il calvario degli otto militari: imbavagliati, legati con corde e fil di ferro, furono obbligati a spostarsi di masseria in masseria per almeno tre interminabili settimane.

La sera del 28 gennaio, naufragate le trattative per il rilascio degli ostaggi in cambio della scarcerazione del bandito Concetto Gallo, Rizzo decise di assassinare i Carabinieri.

Redazione NewSicilia