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"Caterpillar": scassinavano bancomat e casseforti in supermercati, uffici postali e rifornimenti. Sgominata banda. IL VIDEO

5 mag 2016 - 07:24

CATANIA - Un colpo messo a segno in un supermercato, uno in un ufficio postale e tre in rifornimenti di carburante. Loro agivano fra Acireale e Giarre ma in alcuni casi si sono spostati anche in altre parti della provincia di Catania.

Sono undici le persone finite in manette, questa mattina durante una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania.

Tutti devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati contro il patrimonio, in particolare furti con il metodo della “spaccata”.

Gli arrestati sono: Giovanni Costanzo di 47 anni, Mario Cantarella di 35, Rosario Fichera di 47 anni, Sebastiano Leonardi di 40 anni, Fabio Longo di 41, Camillo Costanzo di 51. Per tutti loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Ma ci sono anche Orazio Mangano di 22 anni, Giuseppe Greco di 30 anni, Gianluca Alfio Consentino di 40 anni, Francesco Rapisarda di 41 anni e Sebastiano Granata di 62 anni. Questi sono finiti ai domicialiri

È stata, così, sgominata un’agguerrita banda dedita al furto di apparecchi bancomat e di casse continue installate nei supermercati e che non disdegnava il furto con scasso ai danni di apparecchi accettatori di banconote installati nei rifornimenti di carburante.

Il modus operandi utilizzato dai delinquenti era particolarmente cruento e, nello stesso tempo, rapido ed efficace: con l’utilizzo di potenti motoseghe “a scoppio” del tipo utilizzato dai Vigili del Fuoco per gli interventi d’emergenza, foravano i contenitori blindati delle “casse automatiche” dei rifornimenti, avendo cura di usare un adesivo che aveva la funzione di coprire il buco in caso di arrivo di ignari automobilisti che, alla vista del danno, avrebbero potuto dare l’allarme.

Per le “casse continue” e i “bancomat”, invece, veniva utilizzata addirittura una ruspa portata sul posto con mezzi pesanti rubati, con la quale gli arrestati non si facevano scrupolo di demolire le pareti esterne, pur di asportare le casseforti.

La struttura dell’organizzazione, poi, era caratterizzata dall’attribuzione di ruoli e specializzazioni ai singoli associati i quali mettevano a disposizione la “professionalità criminale” acquisita nel corso del tempo, dando il proprio specifico contributo.

L’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania ed efficacemente condotta dagli uomini del Commissariato di P.S. di Acireale che hanno messo in campo, oltre alle tradizionali metodologie investigative, anche i moderni strumenti d’indagine tecnologica.

Gli inquirenti hanno fatto luce su una serie di episodi di furti con “spaccata” o con effrazione commessi nell’arco temporale aprile – giugno 2015 da questa associazione per delinquere, radicata nel territorio acese ma operante anche in altri comuni della provincia etnea.

I colpi messi a segno vedono coinvolti il rifornimento di carburante S.P. di Giarre, quello Esso di Mineo e uno Eni di Belpasso. Ma ci sono anche il supermercato A&O di Aci Catena e l’Ufficio Postale della frazione Lavinaio.

Redazione NewSicilia