Intervista
 

Catena Fiorello: “Ma chi l’ha detto che non ci si può innamorare dopo i settant’anni”

9 ago 2016 - 16:25

CATANIA – Incontenibile, vulcanica e solare come la Sicilia. Catena Fiorello, scrittrice ed autrice di numerosi programmi tv è un vero uragano di vitalità. Premiata alla X edizione del Premio Teatrale e Letterario Angelo Musco per la brillante e prolifica carriera che dal suo romanzo di formazione “Picciridda” alla sua ultima fatica “L’amore a due passi” ha saputo raccontare la nostra terra, da cui non si è mai staccata, in maniera diretta e passionale anche nei programmi televisivi da lei ideati e condotti  come “Dacci il nostro pane quotidiano”, la incontriamo poco prima della cerimonia di gala dialogando con la stessa naturale complicità tipica dei compagni di scuola.

L’amore a due passi è un romanzo molto delicato che parla di sentimenti da una prospettiva diversa. È questo forse il segreto del suo successo?

“Racconta il sentimento di quegli uomini e quelle donne che per la nostra società fintamente moderna non può esistere in quanto fa scalpore, perché troppo maturi per vivere e provare ancora delle palpitazioni amorose.  L’amore dopo i sessanta è visto come un tabù, ma chi l’ha detto che non ci si può innamorare anche dopo i settant’anni”.

Le librerie sono piene di storie tra quindicenni, ventenni o al massimo quarantenni ma solo in casi eccezionali si pensa ad un amore over. Come mai?

“Il mio intento è far entrare i lettori nella storia di Orlando e Marilena pian piano imparando a conoscere la loro vita e la loro famiglia, finchè ci si accorge che l’amore non guarda in faccia nessuno e se ne frega dell’anagrafe.  Nei miei libri cerco sempre di creare dei punti di domanda. La nostra società è strana. È accettato un selfie in cui si mette in bella mostra tutto e si storce il naso magari davanti ad una coppia di anziani che camminano mano per la mano indicandoli come un qualcosa di anomalo”.

È stata ed è autrice di molte trasmissioni tv come Domenica In e Festivalbar ed ha condotto numerosi programmi fra i tanti come “Dacci il nostro pane quotidiano”. Qual è la differenza tra i due modi di scrivere un testo?

“La velocità e l’impietosità del tempo che riduce tutto al minimo essenziale. In televisione si deve essere capaci di dire tutto in pochissimo tempo, mentre in un romanzo i ritmi sono dilatati e ci si può permettere di parlare”.

Cos’è la Sicilia per Catena Fiorello?

“È un pozzo senza fondo dove attingere storia, archeologia, cultura. Mi dà, però, molto fastidio quando girando per lavoro vedo che la nostra terra è imitata da quasi tutte le regioni e in tutti gli ambiti. Tutto questo perché siamo un modello vincente”.

Ma spesso e volentieri non ci accorgiamo di esserlo …

“È l’indolenza tipica della bella donna, che sa di essere più affascinante delle altre e non si affatica per primeggiare, perché sa che ha già tutto”.

So che sta preparando qualcosa di nuovo…

“È vero. Nel prossimo libro parlerò di un amore impossibile dei primi del Novecento ambientato in Sicilia e raccontato dalla voce di una nipote. Il titolo sarà  tutto siciliano, perché la gente deve capire subito “Cu semu”.

Elisa Guccione

Redazione NewSicilia