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Catania: troppo rumore e smog. Dati e proposte del Treno Verde

Catania: troppo rumore e smog, Legambiente interviene con Treno Verde

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27 feb 2017 - 18:02

CATANIA - A Catania, l’inquinamento in generale e quello acustico in particolare raggiungono livelli ben al di sopra di quelli consentiti dalla legge, ma siamo ormai talmente assuefatti che non notiamo neanche più la loro presenza in quasi ogni momento della nostra vita, eppure ne siamo circondati.

Sembra un problema marginale ma l’inquinamento acustico ha conseguenze dirette sul benessere e sulla qualità della vita e, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sta diventando sempre più una minaccia per la salute pubblica.

Per questo Legambiente lancia la sua sfida all’amministrazione comunale per una nuova idea di mobilità, fatta di piste ciclabili e più trasporto pubblico locale, chiudendo al traffico le aree del centro storico. Treno Verde è la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Catania.

Le proposte di Legambiente sono state presentate nel corso di un dibattito a bordo del Treno Verde a cui hanno preso parte i principali rappresentanti di Legambiente. “Come ogni anno, - afferma Serena Carpentieri, responsabile del Treno Verde di Legambiente nel corso del suo viaggio - il Treno Verde segue un programma di monitoraggio della qualità dell’aria nelle città italiane per ribadire la necessità che questa diventi una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale, altrimenti continueremo a condannare i cittadini italiani a respirare aria inquinata. Occorre uscire dalla logica dell’emergenza e garantire un diverso modo di pianificare gli spazi nelle aree urbane, oltre a investimenti nella riqualificazione e nell’innovazione nell’edilizia e nel riscaldamento”.

Si parla di sistemi di mobilità innovativi e investimenti sul verde urbano, ma anche di un nuovo rapporto coi cittadini, un rapporto di trasparenza basato sull‘informazione e sulla divulgazione. Tutti i cittadini devono conoscere le condizioni dell’ambiente in cui vivono ed essere a conoscenza del grado di inquinamento dell’aria. Le uniche città in cui è possibile consultare su un sito i dati giornalieri dei vari inquinanti sono Catania e Palermo, gli altri comuni sono totalmente privi di un servizio del genere.

La città di Catania e la sua amministrazione deve sapere cogliere la sfida per disegnare la città di domani, utilizzando le migliori esperienze che già oggi sono una realtà per centri urbani sempre più smart, partecipativi e inclusivi. “È tempo di passare dalle parole ai fatti – dichiara Annamaria Pace di Legambiente Catania -. All’amministrazione comunale chiediamo innanzitutto di aggiornare e rendere finalmente esecutivo il Piano generale del traffico urbano, approvato ormai cinque anni fa ma fino ad oggi dimenticato in un cassetto e mai attuato. Da quest’importante strumento parte la pianificazione ragionata di una città che purtroppo ancora oggi è schiava dell’auto privata. Occorre invece fermare l’invasione dei mezzi inquinanti soprattutto nelle aree del centro storico, ampliando le aree pedonali. Altro punto previsto dal Pgtu ma mai attuato è la realizzazione delle nuove linee Brt”.

Tra le altre proposte di Legambiente per Catania la creazione di piste ciclabili, prendendo a modello quello che accade a Grenoble, città gemellata con Catania, realizzando la pista del lungomare da Acitrezza fino all’Oasi del Simeto.

Un’altra è quella di realizzare finalmente un sistema di abbonamento integrato bus, metro e treno. Ancora, come dimostrano i dati del monitoraggio e i livelli elevati di inquinamento acustico nei pressi degli edifici scolastici, è necessario impedire il transito ai mezzi privati nelle strade in prossimità delle scuole nella fascia oraria di entrata e uscita e dare attuazione anche a Catania alla figura del mobility manager scolastico per portare avanti con successo i progetti di pedibus e bicibus.

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Clelia Mulà