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Catania, "Terranostra" ancora sul Palanesima: "Si attivino le istituzioni"

11 dic 2015 - 18:20

CATANIA - “La gente del nostro quartiere non ha ancora perso le speranze di riavere un Palanesima completamente ristrutturato e pronto ad accogliere manifestazioni sia sportive sia culturali per migliorare la reputazione dell’intero territorio”. 

Sono queste le parole di Nicolò Sofia, presidente del comitato spontaneo “Terranostra”, che ancora una volta esorta tutte le istituzioni e le forze politiche, sociali e imprenditoriali cittadine a farsi carico del problema, cercando di risolverlo. 

Sporcizia, porte scardinate, vetri in frantumi, sedili sradicati, servizi igienici abbandonati e tetti crollati. È totale il degrado della struttura sportiva per la cui costruzione sono stati spesi fior fior di milioni. Il problema attuale è che il totale abbandono ha dato il via libera ad atti di delinquenza.

“Sfortunatamente, al delinquente colto sul fatto corrispondono tanti altri che riescono a farla franca ed oggi, a pochi passi dalla piscina comunale, ci ritroviamo con la più grande incompiuta di Catania”.

Il comitato spontaneo “Terranostra”, insieme con tutte le altre associazioni che operano nella zona propone un procedimento che potrebbe ricalcare le modalità di recupero del polifunzionale di Monte Po e chiede al sindaco di creare un tavolo tecnico dove si possa dar vita ad una profonda sinergia con gli imprenditori ed i presidenti delle società sportive nel territorio etneo.

In sostanza in cambio di agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse, ogni imprenditore si potrebbe assumere gli oneri di recuperare e ristrutturare una parte di quella che a tutti gli effetti rappresenta una cittadella dello sport. Si tratterebbe di una cooperazione di grandi vantaggi per tutti con l’amministrazione e le forze dell’ordine impegnate ad assicurare la vigilanza dell’impianto per evitare altre visite da parte di ladri e vandali.

C’è bisogno di rimboccarsi le maniche per evitare che lo scheletro in cemento armato del centro sportivo rimanga in mano alla microcriminalità.

Vittoria Marletta