Inciviltà
 

Catania, anche un piccolo terreno è oro. Perché incendiarlo così?

20 ott 2016 - 06:42

CATANIA – Un fenomeno che non accenna a smettere.

Gli accampamenti Rom, e in genere ‘l’utilizzo’ sbagliato di terreni potenzialmente coltivabili, continuano a degenerare. Non è, ovviamente, la prima volta: il caso più eclatante, accompagnato anche da pericolosi incendi, è stato quello vicino al cimitero di Catania, nel campo rom di Zia Lisa nel luglio scorso.

Adesso ci concentriamo su un terreno libero (date le condizioni di quest’ultimo) che si trova in via Mandrà, una traversina del viale Mario Rapisardi. Alcuni residenti della zona, nostri lettori, ci hanno segnalato la presenza di continui incendi appiccati dagli zingari spesso e volentieri la sera, neanche troppo tardi.

Non possiamo affacciarci dal balcone molto spesso perché la puzza di bruciato è veramente forte, non so cosa brucino, ma la puzza entra anche in casa“.

La sera, intorno alle 20 o alle 21, appiccano il fuoco e anche ultimamente è successo. Ogni volta i vigili del fuoco arrivano e puntualmente spengono le fiamme. Un paio di giorni fa sono venuti tre camion dei pompieri, il loro lavoro però viene reso vano“.

Siamo andati sul posto e abbiamo scattato diverse fotografie (le trovate nella nostra fotogallery) che danno ragione ai residenti. Oltre ai soliti copertoni è presente della legna adatta proprio ad appiccare il fuoco unita ad altri oggetti sparsi.

Catania, anche un piccolo terreno è oro. Perché incendiarlo così?

Ci hanno colpito, in particolar modo, delle zone di terra in cui vi erano giocattoli frantumati, pezzi di Lego, vestiti, pagine di romanzi strappate e visibilmente bruciate, piatti in plastica ormai spaccati e con segni di bruciatura e, inoltre, un cassonetto della spazzatura accanto al terreno. La presenza di giocattoli, in particolare, sta a significare che dei bambini o delle bambine passano del tempo lì e magari giocano con ciò che trovano per strada. Sono tante le supposizioni, poche le verità effettive.

Sul cassonetto ci sono visibili segni che testimoniano il fatto che quest’ultimo è stato soggetto a forzature ed è chiaramente usurato e spostato appositamente dal suo luogo d’origine.

Proprio accanto vi è un terreno ben tenuto, poiché supponiamo sia privato, dove è possibile coltivare: ma con questo ‘campo’ continuamente bruciato sarà davvero dura. I residenti non hanno mai pensato di chiamare qualcuno oltre ai vigili del fuoco, perché pensavano che ogni volta sarebbe stata l’ultima o che comunque potesse accadere una volta ogni ‘morte di Papa‘.

Abbiamo provato noi a contattare qualche consigliere di quartiere, poiché ci sembrava la strada più plausibile essendoci soltanto residenze condominiali nella zona, ma non abbiamo ricevuto risposta dopo diverse chiamate. Pertanto, è una storia che non finisce qui e che riprenderemo senza dubbio.

Gabriele Paratore