Arte
 

A Catania la mostra Ruffo: libertà, migranti e primavera araba

A Catania la mostra Ruffo: libertà, migranti e primavera araba

31 mag 2016 - 12:50

CATANIA – Riflettori sulla “primavera araba”.

La geografia della pace nel Mediterraneo, le rivolte in Egitto contro il regime di Mubarak, il dramma dei migranti in fuga dai paesi distrutti dalle dittature, la rotta tra i deserti e le acque del Mediterraneo verso l’Europa, in cerca di pace e libertà.

Se ne parlerà 3 giugno a Catania dalle ore 18,30 alla Fondazione Puglisi Cosentino nel corso dell’incontro “Ai confini della Libertà. Racconto di storie e identità dal nord al sud del Mediterraneo” organizzato nell’ambito della mostra di Pietro Ruffo “Breve storia del resto del mondo”, visitabile fino al 10 luglio 2016.

Moderati dalla curatrice della mostra, Laura Barreca, interverranno la giornalista e inviata esteri di Vanity Fair Imma Vitelli, lo storico Enrico Iachello e l’artista Pietro Ruffo, protagonista dell’esposizione in corso.

“Un incontro – spiega Laura Barreca – pensato per affrontare le questioni legate all’attuale situazione politica mediterranea, attraverso una riflessione congiunta tra Pietro Ruffo, Imma Vitelli, giornalista, esperta di questioni mediorientali e autrice del libro “Tahrir” (Saggiatore) sugli attivisti egiziani che hanno deposto il dittatore Hosny Mubarak, insieme a Enrico Iachello, professore di Storia Moderna e attento osservatore delle dinamiche storico-politiche”.

Motore del dibattito in Fondazione sarà il lavoro di Pietro Ruffo, con particolare attenzione ad alcuni fatti che hanno segnato la recente storia politica del Mediterraneo: la Primavera Araba e l’uso delle nuove tecnologie nella rivoluzione dei paesi del Nord Africa, il dramma dei migranti che attraversano il mare per raggiungere le coste italiane, il concetto di libertà e la sua negazione storica, la dignità come forma di rivalsa.

L’esperienza giornalistica vissuta “sul campo” di Imma Vitelli, insieme alle riflessioni del professore Enrico Iachello offriranno al pubblico una originale ed attuale interpretazione del lavoro di Pietro Ruffo da prospettive diverse, e necessariamente contemporanee.

Redazione NewSicilia