Manifestazione
 

Catania, corteo giorno 8: foto, video e racconto

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9 mar 2017 - 06:56

CATANIA - Ieri a Catania, come nel resto del mondo, si sono celebrate manifestazioni in piazza per la giornata internazionale della donna, al grido”Non una di Meno“. 

Lo slogan ha un significato ben preciso: non una donna di meno deve scendere in piazza per lottare per i propri diritti. Non una di meno in realtà però è anche un movimento, una corrente,  a cui aderiscono svariate realtà.

Come vi abbiamo già raccontato ieri, a “Non una di Meno Catania” aderiscono: Thamaia Onlus, Lila, Chiese valdesi e battiste, Queers, Rebeldesse, Comitato san berillo, Cobas, Usb, Area sinistre sindacali cgil, Coordinamento studentesco, RivoltaPagina, Genus, centro studi di genere Università di Catania e Sen.

I colori della manifestazione di ieri erano il nero e il fucsia. E così centinaia di persone ieri si sono ritrovate a piazza Dante vestite in nero e con un bandana fucsia legata a coprire il volto. Stupisce, positivamente, il fatto che ci fosse anche, in nome di una grande empatia e sensibilità, una discreta componente maschile, oltre alle centinaia di ragazze coinvolte. Ragazze, ma non solo. La presenza femminile spaziava tra tutte le età, dalle quindicenni alle prime armi con l’attivismo politico alle donne che decisamente più anziane, che di cortei ne hanno fatti a centinaia ma che ancora non si sono stancate di lottare. 

Partendo, dicevamo, da Piazza Dante, alle 18:30, il corteo è così arrivato fino a piazza Università dove, come in effetti era stato anticipato, ci sono state delle proiezioni e degli interventi.

I cori intonati durante la manifestazioni sono tanti ed impossibili da riportare tutti, ma i concetti chiave sono chiari: lottare e scioperare con e per le donne, per quella tanto agognata parità dei sessi ancora non raggiunta. Tra i temi di attualità trattati c’è stato quello degli obiettori di coscienza; cioè di chi, appellandosi alla propria moralità decide di non fare abortire; pensiero non apprezzato da chi è sceso in piazza ieri perché: “gli obiettori fateli nelle vostre cliniche private, negli ospedali pubblici va applicata la legge” e ancora: “L’aborto non è colpa, non è reato, obiezione di coscienza, violenza dello stato“.

Arrivati in piazza Università, come dicevamo prima, sono stati fatti degli interventi, di cui vi riportiamo due spezzoni.

Si ringrazia per le foto Roberta Scarpulla.

 

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Omar Qasem