Turismo
 

Catania batte Ibiza e Barcellona. Un inno d'amore alla città

7 set 2016 - 06:17

CATANIA – La Milano del Sud. La Seattle d’Italia. La Piccola Barcellona. Negli anni i paragoni coniati per descrivere Catania si sono sprecati. Ma la città oggi, come sempre, rivendica la propria identità. Una città animata dalle contraddizioni, dai contrasti, complessa per natura. Bella perché sincera e multiforme.

Sono solo alcuni dei motivi che rendono Catania una delle mete più ambite dai turisti italiani e stranieri, il cui flusso aumenta costantemente e la porta a essere in cima alle classifiche di settore, come quella recentemente diffusa dal portale di viaggi eDreams, che la vede battere la concorrenza di Ibiza e Barcellona.

Clima, cibo e accoglienza sono delle solide certezze. Ma non solo: la città vanta un patrimonio artistico, culturale e architettonico di immenso e avvolgente fascino.

Visitarla a piedi è il modo migliore per goderne appieno le mille sfaccettature, fatte di colori e suoni unici. Come quelli tipici e irripetibili della Pescheria, l’antico mercato del pesce, un concentrato di folclore che stordisce e incanta i turisti per il suo vocio incessante e per l’atmosfera quasi da medina araba. Dalla quale si può trovare rifugio e riposo nella vicinissima Villa Pacini, non a caso detta dai catanesi “Villa i Varagghi” (villa degli sbadigli), uno dei più antichi giardini della città. Che può pregiarsi anche della presenza di una delle ville più belle d’Europa, vale a dire la Villa Bellini, vero e proprio fiore all’occhiello del capoluogo etneo. Un’oasi in pieno centro che cattura per la sua esplosione di verde, per l’eleganza del restaurato Chiostro della Musica e per la storia della città narrata attraverso i busti dei suoi personaggi di spicco disposti lungo il cosiddetto “Viale degli uomini illustri”. A farle concorrenza, a qualche centinaio di metri di distanza, come risorsa botanica della città, l’Orto Botanico, altro storico giardino catanese (fondato nel 1858) che si estende su una superficie di 16 mila metri quadrati.

Altro punto di forza della città è il raccolto centro storico, a partire dal cuore pulsante di Piazza Duomo, in cui regna il simbolo catanese per eccellenza “U’ Liotru” (il Liotro), circondata dai più prestigiosi esempi di stile barocco siciliano, come la Cattedrale di Sant’Agata e la chiesa della Badia di Sant’Agata: la sommità visitabile offre con le sue ringhiere in ferro battuto una cornice unica per Catania e per il possente guardiano alle sue spalle, l’Etna. E parlando di chiese, come non citare, tra le altre, l’incompiuta e proprio per questo suggestiva, chiesa di San Nicolò l’Arena con il vicino ex Monastero dei Benedettini, oggi sede delle Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania e indicato dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio dell’Umanità. Senza dimenticare le preziose chiese settecentesche della poco distante via Crociferi, considerata l’emblema del barocco catanese.

Una menzione a parte meritano le dimore storiche catanesi, alcune delle quali sono diventate musei, come la casa natale del maestro del verismo Giovanni Verga, o quella del compositore Vincenzo Bellini, soprannominato il Cigno di Catania e sepolto all’interno del Duomo, al quale è dedicata la statua collocata in un altro piccolo gioiello cittadino, piazza Stesicoro. A Bellini sono intitolati, inoltre, l’aeroporto etneo, il Teatro Massimo Bellini e l’antistante piazza. Tra le dimore storiche di prestigio della città figurano anche i più noti Palazzo Biscari, la cui bellezza venne celebrata nel “Viaggio in Italia” da Goethe che lo visitò nel 1787, e il Castello Ursino, costruito per volere di Federico II di Svevia tra il 1239 e il 1250 e divenuto nel XVI secolo dimora temporanea dei Viceré: oggi è sede del Museo Civico di Catania.

Una città intrisa di cultura e arte, ma anche baciata dal mare, con i due piccoli borghi marini di Ognina e di San Giovanni li Cuti: quest’ultimo ospita la spiaggia più caratteristica della città, fatta di sabbia e rocce nere di origine vulcanica.

L’elenco sarebbe ancora lungo, i luoghi da scoprire e segnalare non mancano, ma racchiuderli tutti ne lederebbe la bellezza. Solo chi la vive e la visita può imparare che Catania è una città che si offre generosa: difficile da vivere ma facile da amare, impossibile da dimenticare.

Aurora Circià



  • Fabrizio Serrano

    Catania ha molte cose da offrire, i turisti questo lo hanno già capito venendo sempre più numerosi anno dopo anno. Peccato la latitanza quasi assoluta delle nostre amministrazioni che al di là di una sommaria imbellettata del ‘salotto buono’ (via Etnea e zone limitrofe, salvo veloci puntate al lungomare) nulla fanno per un reale recupero dello straordinario centro storico che i nostri avi ci hanno regalato. Incuria, degrado, totale assenza di regole, parcheggi (e parcheggiatori) abusivi la fanno da padroni. Quasi tutti i centri storici in Italia (e nel mondo) sono chiusi al traffico; per non andare lontano (Acireale, Noto…). Da noi neanche strade preziose come via Crociferi riescono a essere ‘difese’. A quando una reale inversione di tendenza?