Iniziativa
 

A Catania il primo festival di cultura africana tra musica, dibattiti, cinema e mostre

19 set 2016 - 18:02

CATANIA - Musica live, dibattiti, mostre fotografiche, proiezioni. Per due giorni, il 26 e 27 settembre prossimi, Catania accoglierà “Out of Africa”, primo festival dedicato alla cultura africana che sarà esplorata con l’aiuto di una nutrita schiera di testimonial provenienti dal mondo delle arti e delle istituzioni. 

“Out of Africa” – come il romanzo autobiografico della scrittrice Karen Blixen, la cui trasposizione cinematografica conquistò un Oscar nel 1985 – sarà ospitato a Palazzo Platamone e sarà un’occasione straordinaria per conoscere da vicino la cultura del continente dirimpettaio della Sicilia: un momento di analisi, con il supporto scientifico di intellettuali, studiosi e accademici; un’opportunità di conoscenza, filtrata dall’esperienza di istituzioni e mediatori culturali; un’imperdibile occasione di confronto sul piano artistico attraverso la musica, il cinema, la fotografia, la danza e l’artigianato musicale che arricchirà tutti i visitatori sia sul piano culturale che emotivo nel tentativo di comprendere l’altro, la sua storia passata, presente e futura.

Organizzata dalle associazioni Areasud e Darshan in collaborazione con l’Onlus Balouo Salo – Un ponte per la vita e il Festival internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi, “Out Of Africa” nasce da un’idea del musicista senegalese Jalì Diabate, che ne cura la direzione artistica.

“Parleremo di globalizzazione, emigrazione e possibile integrazione – spiegano gli organizzatori Mario Gulisano e Maurizio Cuzzocrea - che al momento sembrano le principali minacce alla cultura occidentale. Attraverso il dialogo e il confronto cercheremo di comprendere meglio il presente guardando all’Africa che è stata culla dell’umanità, ma anche terra di conquista e sfruttamento, saccheggio e traffico di esseri umani come adesso. E insieme un continente fertile di tradizioni e culture, dove la musica e la danza sono ancora l’espressione più autentica e originale della vita comunitaria delle tribù”.

Redazione NewSicilia