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Castellammare: orto "sociale" in un terreno sequestrato alla mafia

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16 mag 2016 - 17:04

CASTELLAMMARE DEL GOLFO - È un orto diverso, definito “sociale”, sorto in un terreno sequestrato alla mafia, in contrada San Paolo della Croce, quello affidato dall’amministrazione comunale di Castellammare del Golfo alla cooperativa “Unione delle famiglie”.

La cooperativa è composta da cittadini con disagio economico, i soci hanno ripulito e bonificato il terreno, circa 1.600 metri, coltivando pomodori, zucchine, lattuga, melanzane, cicoria e dove vi sono anche alberi da frutta: pero, nespolo e ulivo. 

L’orto è stato realizzato con prodotti esclusivamente biologici e sarà inaugurato giovedì 19 maggio alle ore 10. 

“Siamo davvero soddisfatti perché l’orto che sarà inaugurato giovedì alla presenza del prefetto Leopoldo Falco, ha una valenza sociale triplice: consente di rendere utili perché produttivi, beni sequestrati alla mafia in attesa di provvedimenti giudiziari definitivi e contemporaneamente -afferma il sindaco Nicolò Coppola - restituisce decoro a zone abbandonate della città e soprattutto, in considerazione del fine per il quale li abbiamo voluti adoperare, permette di dare un ruolo sociale produttivo e non assistenzialismo, a cittadini che hanno difficoltà economiche. Il terreno che si trova in zona San Paolo della Croce, infatti, è stato assegnato alla cooperativa presieduta da Stefano Ficalora, composta da circa cento famiglie di concittadini con disagio che producono piccole quantità di generi alimentari”.

“Agricoltura biologica -conclude il sindaco Coppola - che è un’occasione di riscatto sociale utilizzando ciò che abbiamo”.

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Rossana Nicolosi



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