Arte
 

Castel di Tusa, sabato l'inaugurazione di "IO SONO IL BLU"

22 giu 2016 - 18:21

MESSINA - Sabato 25, ore 16. Questa la data di inaugurazione della nuova stanza dell’Atelier sul Mare, il museo albergo d’arte contemporanea a Castel di Tusa: “IO SONO IL BLU” è un’immersione nel colore e nell’aria, una visione che dona pace e tranquillità, un vuoto blu, riempito solo dalle parole che avvolgono e accarezzano il corpo. La stanza sarà inaugurata nell’ambito de “Il Rito della Luce”, il percorso di politica della Bellezza e della Conoscenza, che ritorna puntuale come ogni anno nei giorni del Solstizio d’Estate.

Sabato quindi, sarà inaugurata la nuova stanza dell’Atelier sul Mare: IO SONO IL BLU è frutto della collaborazione pluridecennale tra il mecenate Antonio Presti e lo scrittore Ottavio Cappellani e rappresenta un “filo blu” tra un testo, scritto 11 anni fa, in occasione della protesta che vide Presti chiudere simbolicamente la “Finestra sul mare” di Tano Festa e l’oggi.

Come allora ci affidammo al Rito, alle parole e alla condivisione come strumento di protesta e di riconoscenza – spiega Cappellani – così oggi avvertiamo il desiderio di rinnovare quel momento per parlare del presente e proiettarci verso il futuro. La stanza è simbolo di rigenerazione e resilienza”. Oltre al testo “Io sono il blu”, affisso su una delle pareti, lo scrittore ha voluto far nascere un nuovo scritto, che i visitatori potranno trovare tra le lenzuola del letto posto al centro della stanza.

Il blu, il dormire, il Niente, lo Spazio, il Vuoto. È una stanza dedicata al Tempo e allo Spazio, la vedo come una capsula spaziale – continua Cappellani - la stanza tutta blu è colma di luce, ogni oggetto o complemento, luci, applique, grucce, mobili, specchi, è avvolto dal colore: un’immersione a 360 gradi che conduce a uno spazio esterno; qui, sotto una cupola che richiama il cielo, un secondo letto, rivolto verso il mare, restituisce un’altra visione di quell’essere blu“.

Il Rito della Luce, voluto da Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d‘arte, si rinnova ogni anno ai piedi della Piramide del 38° Parallelo, l’ultima opera della Fiumara, durante il cantiere di restauro che ne prevede la rigenerazione e la trasformazione

La rigenerazione è la condizione essenziale dell’anima – dice Presti – e ascoltare il silenzio, il tema di quest’anno, significa trovare il coraggio di meravigliarsi davanti alla grandezza della natura. Ascoltandolo, ascoltiamo Dio, noi stessi e gli altri”. I visitatori che varcheranno la soglia della Piramide, cammineranno nell’oscuro tunnel, raggiungeranno il suo centro e percorreranno il viaggio all’interno della spirale. Lì saranno toccati dai raggi del sole e, nell’uscire, ritroveranno la luce.

Ma in cosa consiste questa piramide?

È un’opera Mauro Staccioli, alta 30 metri, orientata a nord-ovest e spaccata da una fessura in cui, al tramonto, penetra la luce. Particolari sono le sue coordinate geografiche: è infatti collocata proprio al 38° parallelo, bilancia universalmente due opposti: da una parte la Corea, luogo di sofferenza e divisione, dall’altra la Sicilia che con la sua Piramide diventa un luogo di unità e di pace. La sua corazza in acciaio corten, un materiale che con il tempo si ossida fino ad assumere lo stesso colore ferroso della terra da cui sembra nascere, si raffredda al calar del sole. Ed è in quel momento che l’opera di Mauro Staccioli comincia a “parlare” ai visitatori. Prodotti dalle giunture che si raffreddano, si sentono infatti crepitii ed echi, mentre al centro dello spazio si ritrova un percorso a spirale, simbolo di un viaggio iniziatico. Questo percorso, realizzato con imponenti pietre trovate durante i lavori di scavo, rafforza l’anima della Piramide per restituire bellezza e conoscenza e, in questo anno, anche gioia di vivere.

Nell’ambito del progetto di restauro e conservazione, che investe tutte le opere della Fiumara d’arte, è stato “rigenerato” l’ingresso della Piramide con un prolungamento del tunnel che conduce all’interno della scultura. La copertura in corten d’acciaio permette un vero e proprio percorso dell’anima, un rito d’iniziazione che si completa nel “cuore” fisico della struttura.   

Omar Qasem