La denuncia
 

Cartellonistica abusiva, Notarbartolo: "Chi la fa viene sanzionato. Anomalie nel sistema"

4 nov 2016 - 14:14

CATANIA - “Per esporre ci vuole l’autorizzazione, ma oggi manca. Se fai pubblicità vieni multato”. Come si direbbe, il “dado è tratto”.

Ieri il consigliere del comune di Catania Niccolò Notarbartolo aveva già tuonato con un secco “sono tutti abusivi”, parlando della cartellonistica pubblicitaria di Catania. Oggi, dunque, il messaggio passa ancora più chiaro: “Chi fa pubblicità rischia delle severe sanzioni poiché gli spazi per gli sponsor sono tutti fuori legge. Si rischia di essere multati fino a 500 euro”.

E il motivo è da ricercare negli “orrori” commessi negli anni nel sistema che regolamenta l’affissione, dato che alcune società, nel tempo, sono riuscite a ottenere il monopolio degli spazi pubblicitari. Un sistema destinato a cambiare: dopo le denunce di mesi fa, infatti, anche Notarbartolo ha sollevato più volte la questione alla giunta comunale attraverso numerose interrogazioni e interpellanze.

Interrogazione Abusivismo Cartellonistica Notarbartolo 28 giugno 2016.pdf

In alcune di queste, lo stesso consigliere ha rilevato diverse anomalie, chiedendosi “come sia possibile rilevare che sulle 2.500 installazioni abusive posizionate in tutto il territorio comunale solo alcune violazioni risultino accertate e sanzionate, rimanendo le altre come ‘immuni’ all’intervento degli organi e degli uffici addetti alla rilevazione delle violazioni in materia”.

E, ancora, chiede esplicitamente “se si stia procedendo ad una capillare e costante opera di monitoraggio, con conseguente equa gestione dell’attività di rimozione e/o de-affissione degli impianti illegittimi, tra tutte le società effettivamente operanti sul territorio, evitando faziose scelte e/o input tra chi punire prima e chi dopo, chi con maggiore severità e chi con inopportuna benevolenza”.

Ad oggi, dunque, servono essenzialmente due atti per cambiare le cose: “La prima cosa che serve, e che è stata fatta, è decidere come regolamentare l’assegnazione degli spazi pubblicitari. Su questo si è già deciso ed è stata approvata la soluzione dei bandi di gara. Il secondo elemento essenziale è stabilire un piano generale degli impianti, individuando la tipologia e le aree in cui si può procedere con l’affissione”. 

Quest’ultima parte, però, ancora non è stata definita e le gare non sono state aperte: “Alcune cose verranno discusse nuovamente martedì prossimo, sperando di arrivare a una conclusione. Al momento, infatti, tutto è fermo e poco definito a causa della mancanza dei bandi”.

In sintesi: al momento non ci sono delle norme che regolamentano il sistema di affissione, motivo per cui tutte le aziende che operano in questo campo risultano abusive perché prive di autorizzazione. A farne le spese, come spesso accade in questo casi, non è solo l’economia delle società interessate a questo settore di mercato, ma anche quella cittadina.

Andrea Lo Giudice