Intervista
 

Bruno Torrisi: “Il questore Licata tra i protagonisti della serie dedicata a Rosy Abate”

Bruno Torrisi: “Il questore Licata tra i protagonisti della serie dedicata a Rosy Abate”

22 set 2016 - 17:08

CATANIA - Mentre milioni di telespettatori ogni giovedì sono attratti dalle avventure dei poliziotti della Duomo, protagonisti della fortunata fiction Squadra Antimafia, e soffrono dell’assenza dell’ispettore Calcaterra e di Rosy Abate in concomitanza della terza puntata incontriamo, durante una pausa dalle prove teatrali, Bruno Torrisi l’amato ed integerrimo questore Licata. Tra una battuta e un sorriso cerchiamo di scoprire qualcosa di più su questa nuova serie e sul futuro dei suoi personaggi.

Canale cinque sta trasmettendo la nuova serie di Squadra Antimafia “Il ritorno del boss”. Quale sorprese ci riserverà quest’anno il questore Licata?

Nessuna sorpresa eclatante; Licata rimane un personaggio saldamente fedele al suo consueto compito: guidare la Duomo nel miglior modo possibile sforzandosi di far rispettare le regole. Quest’anno vedrà la sua ‘Squadra’ rinnovarsi del tutto con poliziotti precedentemente scelti da Tempofosco, ma che non trovano in lui, almeno in una prima fase, piena approvazione. Si scontrerà spesso con la Cantalupo, da lui non apprezzata, ma alla fine dovrà ricredersi sulle sue reali capacità”.

Lei è uno dei personaggi storici della fiction. Ha visto crescere e trasformare la storia di volta in volta e  il suo ruolo con il passare del tempo è diventato sempre più importante conquistando in ogni serie più pubblico. Cosa ha dato e cosa ha tolto Licata a Bruno Torrisi?   

Mi ritengo molto fortunato, questo personaggio che all’inizio sembrava non avere rilevanza, a poco a poco è riuscito a guadagnarsi l’affetto del pubblico, ma anche, mi preme dirlo, quello degli sceneggiatori e della produzione che ringrazierò sempre. In tutti questi anni, precisamente otto, mi ha dato la possibilità di recitare a fianco di attori prestigiosi, dei quali nutro una profonda stima. Ho avuto anche la possibilità di essere diretto da più registi che di volta in volta si sono susseguiti nel corso delle serie. Insomma lentamente ho appreso meglio questo mestiere e spero di averne tratto insegnamento. Se sono cresciuto professionalmente lo devo in gran parte a questa splendida serie che mi ha anche reso più popolare. Di contro mi ha tolto del tempo da dedicare al teatro, che è il mestiere che più mi piace, ma avrò modo di recuperare”.

Anche in squadra antimafia interpreta un buono. Le piacerebbe interpretare un cattivo?

Non so, non vivo di questi desideri, semmai posso dire che ho sempre avuto una predilezione per i ruoli più di introspezione, certo è che dopo tanti anni di personaggi molto legali mi stuzzicherebbe forse passare dalla parte opposta”.

Qual è, secondo lei, il segreto del successo di Squadra Antimafia e di tutte le fiction che parlano di mafia?

Il genere  poliziesco è sempre stato il preferito dal grande pubblico, di pari passo anche lo spionaggio e le storie di mafia come 007 o Il Padrino. Squadra Antimafia racchiude tutti questi generi in un’unica storia. Aggiungerei la genialità degli sceneggiatori che sanno come rendere le vicende sempre avvincenti, lasciando sapientemente il pubblico sempre in trepidazione”.

Da un po’ di anni la scena da Palermo si è spostata a Catania facendo vedere in giro per l’Italia degli squarci caratteristici della nostra città. Alcuni passaggi della serie sono molto forti, non pensa che a volte la spettacolarizzazione della mafia possa creare dei pregiudizi sulla gente del sud? 

Il pubblico non è così stupido, riconosce la fiction dalla cronaca. Quest’ultima invece ritrae in malo modo la nostra società. La fiction s’ispira alla cronaca ma non pretende di sostituirla. Le notizie su ‘mafia capitale’, la corruzione che dilaga in Italia, la Malasanità, il malgoverno, il femminicidio in continuo aumento, le nostre strutture che crollano, ospedali che chiudono, la disoccupazione ai massimi livelli… queste sono le cose che danno della nostra terra un’immagine pessima soprattutto all’estero. Mi preoccuperei, semmai, dell’effetto emulazione che certi generi possono produrre su un pubblico magari meno strutturato culturalmente”.  

Ci racconta qualche retroscena, qualche momento del backstage prima o durante le riprese? 

In tanti anni di Squadra Antimafia ne ho viste tante, belle e brutte, è un lavoro duro, può capitare di farsi male, di prendere dei malanni. Il freddo è il nemico numero uno, ma si deve andare avanti. Ci sono anche momenti belli come quando un attore diventa padre, la mia Michela, per esempio, è nata durante la terza serie e già alla quarta serie era diventata la mascotte del set. Altri attori hanno vissuto la paternità durante le riprese ed è sempre un momento di gioia che coinvolge tutti”. 

Quando la gente la incontra per strada cosa le chiede oltre all’immancabile selfie?

Le domande più frequenti sono: Leonardino è vivo? Rosy Abate ritorna? E Calcaterra?

L’abbiamo vista recentemente nel film tv dedicato a Boris Giuliano. Quali sono i suoi prossimi impegni?

Il questore Licata sarà presente nella prossima serie televisiva intitolata ‘Rosy Abate’ che andrà in onda durante la prossima primavera, i primi di novembre finiranno le riprese. vorrei dirvi tanto su questo lavoro, ma non posso. Presto mi vedrete al cinema nel nuovo film di Marco Bellocchio ‘Fai bei sogni”, che tra non molto uscirà nelle sale cinematografiche. Siamo tutti in attesa di sapere se ci sarà una nona serie di Squadra Antimafia e nel frattempo mi sto dedicando al teatro. Quest’estate ho avuto l’occasione  di fare la regia, al teatro antico di Taormina, di Cavalleria Rusticana di Mascagni per il Taormina Opera Stars che ha visto tra i protagonisti la mia compagna Marianna Cappellani, da qui è nata l’idea di creare degli spettacoli che coniughino l’opera e la prosa e abbiamo già degli impegni per questo inverno. Sarò in cartellone al Metropolitan di Catania in due spettacoli a fianco di Gilberto Idonea col quale da qualche anno collaboro riscuotendo un notevole successo di pubblico”.

Elisa Guccione 

 

Redazione NewSicilia