Mafia
 

Bonaccorsi, il boss latitante dei "Carateddi": acciuffato mentre prepara il barbecue. FOTO E VIDEO

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14 apr 2017 - 12:07

CATANIA – Stava preparando la brace sul balcone della sua nuova casa nel Comune di Massa e Cozzile a Pistoia ma, dopo oltre sei mesi di latitanza, ieri pomeriggio, Concetto Bonaccorsi, storico boss 56enne dell’omonima famiglia Cappello-Bonaccorsi, è stato arrestato.

Parliamo del boss della famiglia rinominata “Carateddi”, accusato di omicidio aggravato, associazione per delinquere di stampo mafioso ed associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, reati per i quali è stato condannato all’ergastolo il 30 settembre del 2016.

 

Sembra assurdo doverlo affermare, ma proprio il crudele e violento boss che era stato arrestato nel 1993 dopo essere rimasto rinchiuso nell’ascensore insieme con la vittima a cui aveva appena sparato, questo settembre ha potuto godere di un permesso premio.

Secondo quanto affermato dal questore Di Catania Giuseppe Gualtieri, “Si tratta di un problema normativo“. Tecnicamente, infatti, nemmeno il giudice può negare il permesso premio ai criminali più violenti se hanno una condotta carceraria ineccepibile.

In sostanza è successo che, a seguito di un permesso premio di tre giorni, nel periodo tra il 23 al 26 settembre 2016, dal carcere penitenziario di Secondigliano, a Napoli, Bonaccorsi era stato spostato all‘Opera “Don Guastella” sempre nella città partenopea, ma alla fine di quelle giornate non è più rientrato in carcere. Ciò ha fatto scattare la lunga caccia della polizia per evitare che il malavitoso riprendesse le redini degli affari criminali, ma non è ancora certo se il latitante avesse questo tipo di intenzioni.

In un primo momento le indagini della squadra mobile, che hanno lavorato in collaborazione con la Procura generale di Milano. sono state fatte nella zona di Montecatini, dove si presumeva, con fondamento, che Bonaccorsi potesse essersi nascosto.

Poi gli inquirenti hanno spostato le proprie ricerche nel Comune di Massa e Cozzile a Pistoia su un complesso di villette. Proprio come un cane da tartufo, anche la squadra Catturandi ha dato il proprio apporto alle ricerche che hanno avuto la loro svolta ieri pomeriggio: la moglie di Bonaccorsi che si è affacciata dal balcone di una casetta al secondo piano che si trova in via Deledda.

 

Sono passati solo pochi minuti e anche Bonaccorsi si è affacciato per arrostire della carne su un barbecue: a quel punto gli agenti sono intervenuti senza lasciare scampo al fuggitivo che, insieme con la moglie, non ha opposto alcuna resistenza. 

All’interno dell’appartamento sono stati trovati una carta d’identità ed una patente intestate ad un catanese che risiede a San Berillo.

Bonaccorsi è stato portato nel carcere di Prato.

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Vittoria Marletta