Mafia
 

Blitz a Catania contro il clan Santapaola-Ercolano. I VIDEO

21 gen 2016 - 07:16

CATANIA - Si è conclusa da poche ore l’operazione “Bulldog” che ha permesso di scoprire e fermare la nuova attività imprenditoriale gestita da Roberto Vacanti, marito di Irene Grazia Santapaola. 

Nel corso delle scorse ore sono stati così arrestati i pregiudicati con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso Roberto Vacanti, Santo Patanè, Salvatore Caruso, Salvatore Di Bella e Giuseppe Massimiliano Caruso, detto Massimo.

Insieme a loro sono stati arrestati e posti ai domiciliari Francesco Russo, detto Ciccio, Danilo Di Maria e Giuseppe Celestino Vacante, detto Pino. Per quanto riguarda Irene Grazia Santapaola, Mario Aversa, Maria Santocito, Pietro Musumeci sono destinatari dell’obbligo di dimora e firma giornaliera; mentre Giuseppe Caruso, Nunzio Di Mauro, Nunzio Giarrusso e  Pietro Augusto Bellino sono destinatari solo del provvedimento di obbligo di  firma giornaliera. 

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, coordinata dalla locale D.D.A. e condotta dalla squadra mobile – Sezione Criminalità Organizzata fra novembre 2012 e luglio 2014, l’attività imprenditoriale gestita da Roberto Vacanti riguardava ben otto beni con un valore complessivo di alcuni milioni di euro. 

I beni sequestrati preventivamente sono le quote della società “Sportiva di Santapaola Grazia Irene”; quote della società “Parking Car s.r.l.”, con annesso autolavaggio “Santonocito Maria”, intestata a Giuseppe Massimo Caruso; quote società “Satin Blu s.r.l.” cioè lido balneare con annesso ristorante nella frazione di Torre Archirafi del comune di Riposto; la rosticceria-girarrosto “Giarrusso Catering di Gianrusso Nuzio”; quote della società “The Bull Dog Camp società cooperativa” attualmente impegnata nella costruzione di un impianto di campi di calcetto nel quartiere di Nesima; quote della società “Tiare s.r.l.”; il ramo aziendale riguardante la gestione del ristoriate “L’Oste di Tremestieri” unito alla società commerciale “La Rena Car s.r.l.” intestate a Salvatore e Giuseppe Caruso. 

Durante le indagini è emerso che gli affiliati appartenenti alla famiglia Ercolano – Santapaola erano attivamente impegnati in riciclaggio e recupero crediti.

Infatti anche in questo caso ben nove imprenditori, ai quali il G.I.P. ha riconosciuto gravi indizi di colpevolezza, ma non abbastanza da procedere con l’emissione di misura cautelare, hanno chiesto prestiti monetari al clan mafioso negando l’estorsione, rifiutandosi, conseguentemente, di collaborare con la giustizia.

Lo stesso dirigente della squadra mobile di Catania, Antonio Salvago, in conferenza stampa ha sottolineato come questa volta ci si è trovati di fronte ad un’attività investigativa decisamente complessa, tanto che i fili conduttori delle attività illecite sono stati scoperti grazie ad intercettazioni telefoniche e ambientali durante gli incontri avvenuti all’interno dei cimiteri.

Nel corso delle indagini è stato fondamentale il ruolo di Francesco Russo, detto Ciccio, che si occupava di mantenere un filo diretto tra Irene Grazia Santapaola e i fratelli Antonino e Vincenzo. Questo ha permesso di arrivare al ruolo dominante di Roberto Vacante che aveva messo in atto il nuovo sistema imprenditoriale della mafia allestito grazie al sostegno dei prestanome.  

Francesca Guglielmino