Workshop
 

“Beni culturali e cultura del tempo reale” al Labforma di Spadafora

29 nov 2015 - 18:30

SPADAFORA - Si è tenuto negli spazi del nuovo “Laboratorio Forma”, il “Museo-scuola-laboratorio” allestito dal Comune di Spadafora con fondi Po Fers, il workshop “Beni culturali e cultura del tempo reale”.

La tavola rotonda ha permesso di puntare i riflettori sull’innovazione culturale e tecnologica, in Sicilia, negli ambiti connessi alla creatività ed all’ingegno. In linea con la volontà di proporre questo palazzo della Cultura, dotato di sofisticate strumentazioni, come “impresa culturale e creativa” è stata posta l’attenzione sulla “cultura del tempo reale” e sulla programmazione strategica in tema di fondi comunitari 2014/2020 che è rivolta alla valorizzazione delle risorse culturali.

Presenti alcune classi del liceo artistico, indirizzo “Design della Ceramica” e del liceo scientifico “Galileo Galilei”, entrambi di Spadafora.

All’incontro, coordinato dall’ideatore del “Labforma” e direttore dell’esecuzione Ranieri Wanderlingh, presentato dal supervisore del progetto e consigliere comunale Antonio D’Amico, hanno partecipato operatori professionali. In particolare, sono intervenuti, in qualità di relatori, l’arch. Mirella Vinci della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina; la prof. Delfina Guidaldi, dirigente dell’Istituto “Renato Guttuso” di Milazzo, sezione coordinata con il liceo artistico di Spadafora; il prof. Rosario Abbate, dirigente dell’Istituto “Francesco Maurolico” di Messina; l’ing. Fabio Porcino dell’Ordine degli Ingegneri di Messina; l’arch. Renato Arrigo, l’arch. ing. Giovanni Maimone, progettista, Comune di Messina.

In apertura è intervenuto anche il vicesindaco del comune di Spadafora, Tania Venuto. Ad aprire la tavola rotonda è stato Antonio D’Amico: “L’Amministrazione Comunale di Spadafora – ha commentato Venuto – è particolarmente orgogliosa in quanto dopo cinque anni questa idea progettuale viene alla luce. Nel 2010 ci siamo trovati di fronte ad una struttura che doveva essere il museo dell’argilla, priva di un piano gestionale. Di conseguenza abbiamo pensato, seguendo le direttive della Comunità Europea, di realizzare un’impresa di cultura e creativa dove è possibile avere un confronto non solo generazionale, ma anche su idee innovative che possono prendere forma. Bisogna creare una squadra di professionisti in grado di portare a termine l’obiettivo di questo laboratorio. Intanto pensiamo di qualificare il territorio offrendo ai dirigenti scolastici dei licei che ci sono a Spadafora la possibilità di migliorare la loro offerta formativa, magari aggiungendo alcuni corsi. Vorremmo che le scuole che ci sono nel centro tirrenico presentino opportunità di crescita migliori per i ragazzi. La sala espositiva può ospitare mostre sulla ceramica, sull’arte. Un Museo Forma aperto al territorio. Poi abbiamo i laboratori con macchinari innovativi. È chiaro che gestire tale struttura non sarà semplice, però credo che l’amministrazione comunale di Spadafora sarà in grado di prendere questa sfida come un’opportunità di crescita per tutto il territorio con la possibilità di creare nuove professionalità, grazie all’aula didattica che abbiamo realizzato”.

A presentare i relatori è stato Ranieri Wanderlingh che ha aggiunto: “È necessario unire pubblico e privato altrimenti non si realizzerà mai quella sinergia dove le istituzioni sono legate al territorio e all’economia reale. Ci occupiamo di arte, di design, di artigianato artistico e progettazione architettonica. Un insieme che potrebbe apparire di nicchia, ma la cultura è trasversale a tutti gli aspetti della vita, soprattutto in Sicilia ed al Sud. Questo laboratorio ha una valenza tecnica, ma anche di innovazione culturale. Da vent’anni l’ente pubblico, a vari livelli, è appiattito sulla tradizione, ma non si può ignorare la cultura del tempo reale. I giovani vorrebbero trovare le condizioni ideali per fare impresa. L’Unione Europea parla di impresa culturale. Sulla gestione dei beni culturali antichi sono stati restituiti ben 80 milioni di euro. Deve funzionare la sinergia tra antico e moderno. L’arch. Mirella Vinci, che ha seguito la progettazione del Pit 22 La via dell’argilla da cui nasce anche il museo dell’argilla, ha attenzionato Paesaggio e Forma come bene culturale. È necessario pensare a delle strutture all’interno dei paesaggi, bisogna guardare il paesaggio che abbiamo alle nostre spalle. È un insieme di segni naturali dove agisce l’uomo, il segno umano lo trasforma. Nel nostro territorio sono presenti le cave, è un paesaggio che ha una sua identità, è un bene culturale a tutti gli effetti. La presenza di un paesaggio sottratto può diventare un valore aggiunto per una serie di iniziative, non bisogna abusarne, ma tutelarlo, valorizzarlo. I fondi europei 2014/2020 si focalizzano sui progetti per il recupero e lo sviluppo del territorio. I ragazzi, le comunità possono diventare protagonisti con allestimenti di arte, trasformazioni del paesaggio che portano economia al territorio. Anche le cave, non solo quelle dismesse, possono diventare un perfetto scenario di trasformazione artistica, opere d’arte.

 Il Labforma, realizzato all’interno del “Museo dell’Argilla” a Spadafora, nasce con l’obiettivo di sviluppare nuove forme espressive e nuovi settori produttivi in Sicilia. Utilizzando moderni concetti di ideazione e progettazione ed attrezzature ad alta tecnologia, l’attività del centro è tesa a proporre nuove ed originali opportunità per lo sviluppo del territorio valorizzando, in particolare, la produzione artistica, il design innovativo ed in generale creatività e innovazione nei settori della produzione di manufatti artistici, artigianali e industriali.

Marco Bua