Convegno
 

La bellezza e l'estetica del corpo nell'Arte e nella Preghiera

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28 dic 2016 - 17:43

RAGUSA - L’etica e l’estetica del corpo, il nudo e la bellezza nel XX e XXI secolo; il corpo, l’interiorità e la preghiera.

Sono questi i temi portanti del convegno promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con la Diocesi di Ragusa e l’istituto di antropologia “Paideia” nella sala Avis di Ragusa. 

Due argomenti così attuali, delicati e sentiti dal grande pubblico, non potevano che essere affidati a due relatori di grande spessore, mossi dalla passione per ciò che il “bello” ha saputo donare, ieri e oggi, nella sua duplice essenza, terrena e spirituale.

Si tratta di Giuseppe Nifosì, critico d’arte, docente e scrittore e Nello Dell’Agli, teologo, biblista e psicoterapeuta.

Il corpo ha una sua sapienza e una sua etica – ha affermato Tonino Solarino, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – ed è con piacere che affidiamo questo momento di crescita a due relatori di grande valore. Nifosì è uno studioso appassionato nell’appassionare gli altri. Dell’Agli è persona capace di offrire spunti importanti per mettersi in ascolto di noi stessi”.

La percezione contemporanea del bello e la cultura estetica affondano le loro radici nella cultura greca ed è proprio nell’antica Grecia che, come spiega Nifosìla bellezza è rappresentata da un corpo atletico, nudo, forgiato col sudore e il sacrificio. La cultura artistica del Novecento eredita questa idea del bello ideale. Idea che fanno proprie sia le dittature che le democrazie. Concetto manifestato nelle foto di corpi nudi che non destano scandalo”.

Ed è così, senza scandalo, senza timore, ma con grande passione, che Nifosi incanta gli astanti.

La bellezza scultorea dei danzatori Rudolf Nureyev e Roberto Bolle, o i corpi atletici dei campioni di calcio, immortalati negli spot di lingerie firmati,  vengono presentati attraverso scatti d’autore e narrati dal critico come bellezza in essere, prolungamento di un’arte che da un lontano passato penetra nella società contemporanea nutrendosi, però, di significati diversi, figli della società che li ha messi al mondo: 

Nell’arte del Novecento – prosegue il critico – c’è un filone alternativo all’idea di bellezza classica. Negli autoritratti di artisti come Edvard Munch o Egon Schiele, nelle opere di Lucian Freud la nudità fisica non è certo attraente, ma testimonia un mettere a nudo la propria o l’altrui interiorità. Lo stesso fisico di Gesù martoriato, più volte immortalato nell’arte cristiana, porta lo stesso messaggio: il corpo ha una valenza etica”.

Dall’altra parte, tocca al teologo Nello Dell’Agli affrontare, con appassionata dovizia il tema “corpo, interiorità e preghiera”, partendo proprio dal Dio fatto uomo. “Dio stesso - ha affermato il teologo - si è ritratto in un corpo umano, ha viaggiato nei sentieri dell’umanità. Il suo è un corpo resuscitato con delle cicatrici, un corpo pieno di vissuti e che vuole con passione incontrare ognuno di noi nella misericordia”.

Ma il corpo di Gesù è un corpo che ha sofferto il male della terra, dilaniato dalle sofferenze, è un corpo pieno di ira che contesta la “nostra epoca di passioni tristi, la nostra logica mondana“. 

Un corpo che, attraverso questa ira, vuole svegliarci e spostarci dall’equilibrio fasullo nel quale ci troviamo e che fatichiamo ad abbandonare – continua Dell’Agli -. Oggi il dualismo tra corpo e anima è evidentemente superato. Pregare con il corpo vuol dire riconoscere che siamo desiderio di sessualità, di bellezza e di Dio. Rientrare in noi stessi per essere attratti da Dio“.

La fine del dualismo implica un difficile percorso di riconciliazione di elementi spesso in combutta tra loro, come spirito e carne, ma che nella preghiera possono trovare il modo per esprimersi all’unisono senza fallimentari lotte intestine tra Anima e Corpo.

In chiusura di serata, il “narrattore” Ciccio Schembari ha recitato una poesia dal titolo “Toccami” dedicata alla necessità propria di ognuno di essere accolto in un abbraccio.

 

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Daniela Torrisi



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