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Bar e attività sotto assedio ad Aci Trezza: scarichi fognari a mare, irregolarità e scarse condizioni igieniche

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20 lug 2017 - 12:37

CATANIA - Controlli a tappeto su diverse attività commerciali ad Aci Trezza (Catania), eseguiti nello specifico sul lungomare Ciclopi.

Particolare rilievo assume il controllo di un bar all’interno di uno stabilimento balneare dove, a seguito di un controllo, che ha richiesto una meticolosa ricognizione dei luoghi, è stato riscontrato uno scarico illegale con sversamento in mare delle acque reflue (scarico nascosto sotto le pedane su cui poggia la struttura). A tal riguardo e, dopo aver accertato detto scarico illegale, il titolare è stato sentito sui fatti e immediatamente ha ammesso le proprie responsabilità; alla luce dei fatti esposti, è stato indagato in stato di libertà per il reato di cui all’art. 137 co. 1 del testo unico ambientale (scarico illegale di acque reflue). Contestualmente, è stato sequestrato sotto il profilo penale l’impianto di tubazione idrica e sono stati apposti i relativi sigilli. A tal proposito, si precisa che il citato scarico di acque sporche si riversava direttamente a mare nonostante la presenza di numerosi bagnanti trattandosi, come detto, di un bar insistente in seno ad uno stabilimento balneare e, fatto ancor più grave, che detta zona è una riserva marina.

A seguire, è stato controllato un noto bar e, anche in questo caso, sono state riscontrate importanti criticità. Nello specifico, è stato contestato al titolare il reato di frode in commercio in quanto non ha contrassegnato svariati alimenti surgelati come tali nell’apposito menù posto in visione al pubblico (in altri casi, si è limitato ad indicarli come prodotti che “potrebbero essere congelati o surgelati all’origine”, come pezzi di colazione, verdure, cotolette,..). Il titolare, sentito sui fatti, si è giustificato affermando di non aver indicato detti prodotti nel menù come surgelati perché venduti in modo occasionale. Inoltre, al titolare sono state irrogate sanzioni amministrative pecuniarie per scarse condizioni igieniche-sanitari con riferimento alla piastra per panini e a una tostiera ricoperte di grasso e sporco pregresso. Contestate anche la mancanza dei cappellini e imposte al titolare svariate prescrizioni quali pulizia delle citate attrezzature poste in cucina.

Ancora, è stato controllato un chiosco-bar che, al momento del controllo, era gestito da un minorenne senza contratto di lavoro, quindi in nero.

Controllata anche un’attività di noleggio pedalò e altri natanti e, anche in questo caso, gestita da un lavoratore in nero. Durante i citati controlli sono stati identificati 15 dipendenti che al momento del controllo non erano in grado di esibire alcun contratto di lavoro e per tale motivo verrà informato l’Ufficio competente al fine di accertare eventuali responsabilità in seno ai datori di lavoro. Attese le significative criticità, sul posto è intervenuta la Polizia Scientifica al fine di cristallizzare le prove di quanto riscontrato.

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Redazione NewSicilia