Incontro
 

Associazione Demosì interviene su trivellazioni e su "stepchild adoption"

25 mar 2016 - 16:53

CATANIA - Si è tenuto ieri l’incontro dell’associazione Demosì, formata dai democratici siciliani lo scorso dicembre, con lo scopo di dire la propria opinione e far luce e chiarezza su temi come il referendum abrogativo del prossimo 17 aprile sulle trivellazioni in Sicilia e la Legge Cirinnà sulla stepchild adoption.

Ad esporre le propria opinione ai loro interlocutori sono stati le promotrici dell’associazione Demosì, Concetta Raia e Luisa Albanella, e il presidente Angelo Villari: “Sul referendum è importantissimo che si lanci l’appello al ‘dovere del voto’, lo dobbiamo soprattutto a quella parte dell’elettorato che ha una tradizione di impegno civile che il prossimo 17 aprile andrà comunque a votare. Riteniamo che non andare sia controproducente, un rischio che la nostra democrazia non può permettersi perché significa alimentare la disaffezione che oggi già c’è al voto, l’astensionismo che già supera il cinquanta per cento. Io voterò sì, lo penso e lo dico da cittadino, ma l’impegno più importante è quello di andare a votare a prescindere dalla posizione che dentro l’urna si voglia assumere”.

C’è poi un secondo aspetto – aggiunge Angelo Villari – che è legato alla campagna di informazione, che riteniamo non sia stata fatta adeguatamente. Nessuno dice che questo sia ‘il referendum dei referendum’ ma la vittoria del ‘sì’, per chi come noi da sempre si batte per una politica ambientale che incentivi energie rinnovabili e alternative, significherebbe rendere più forte e determinata la nostra battaglia. E allora, questo referendum sì che diventa un messaggio politico forte”. 

Durante l’incontro sono intervenuti anche Pierangelo Spadaro, Giusy Pedalino e Jacopo Torrisi che sulla stepchild adoption ha dichiarato: “Si è giocato sulla pelle dei minori. La norma, così come è passata, lascia un vulnus gravissimo sulla parità di trattamento, noi come associazione lanciamo un appello perché il Governo riprenda il prima possibile la questione”. 

Immediata è stato la risposta di Giovanni Calogero, presente insieme ai componenti del direttivo nazionale Arcigay“È stata fatta molta confusione, sono state veicolate notizie fuorvianti. Nel testo Cirinnà non si parla di utero in affitto o di gravidanze surrogate, ma solo della possibilità di adottare il figlio naturale del compagno o compagna in caso di premorienza, il che traduce la norma semplicemente in una tutela garantita ai diritti successori, di assistenza, del sostentamento agli studi, la sanità. A nostro avviso il partito democratico deve far sua, con ancora più forza e determinazione, questa battaglia di civiltà”.

Francesca Guglielmino