Protesta
 

Assistenza igienico-personale ai disabili nelle scuole. Calcagno: "Regna il caos, non continuare a guardare"

4 lug 2016 - 11:00

CATANIA – “Regna il caos e non possiamo stare a guardare”.

Sono parole granitiche quelle di Alessandra Calcagno, delegato Unicobas che, da tempo ormai, lotta per garantire un servizio specializzato di assistenza a ragazzi con gravi disabilità all’interno degli istituti superiori della provincia di Catania.

La cooperativa sociale Coser, che si occupa dell’assistenza, è stata più volte “messa alle strette” in un tira e molla di riforme ed emendamenti che creano non poca preoccupazione tra gli operatori ma anche tra i genitori dei ragazzi. 

“Offriamo un servizio - chiarisce Calcagno - con assistenti igienico-personali qualificatissimi, abilitati da un corso di ben 900 ore e garantiamo una copertura di 30 ore settimanali. CI siamo da sempre occupati di ragazzi autistici, con gravi disabilità psicomotorie e di tutti quei soggetti che necessitano di un’assistenza con rapporto uno a uno, per assicurare un servizio adeguato, puntuale, preciso e soprattutto qualificato e di questo anche i familiari dei ragazzi ci hanno dato ampio merito”.

Qualcosa però non va come sperato.

“Due anni fa – commenta - è arrivata la notizia del taglio di circa 200 “teste”, in favore di un’assistenza con rapporto uno a quattro ed è facile intuire le gravi difficoltà in cui siamo stati costretti ad operare, per non parlare dei 200 operatori che da un giorno all’altro si sono ritrovati a fare i conti con un futuro incerto. L’anno scorso, è stato “modificato il tiro” con la previsione di un rapporto uno a tre e l’introduzione di un’ulteriore figura addetta all’autonomia e alla comunicazione”.

“A Maggio del 2016 - prosegue Calcagno - si decide sostanzialmente di far fuori le cooperative per esigenze di adeguamento alla normativa nazionale secondo la quale l’assistenza dev’essere affidata al personale Ata, a seguito della frequenza di corso di formazione di appena 16 ore, che rispetto alle 900 dei nostri operatori e all’esperienza ventennale di molti di loro, ci lascia a dir poco perplessi”.

“Vacilla anche il nostro servizio di trasporto casa-scuola in quanto l’ex Provincia regionale paventa l’indizione di una gara d’appalto che affidi il servizio ad un’unica cooperativa”.

“Se a ciò aggiungiamo la triste situazione in cui versano i comunali, che non percepiscono gli stipendi da circa 3 mesi e che dal 2011 sono stati oggetto di “penalizzazioni” di ogni sorta – aggiunge -, si capisce bene il motivo per il quale ancor oggi ci ritroviamo qui a protestare.

Si tratta di una battaglia difficile ma non intendiamo mollare”.

Marco Bua