Immigrazione
 

Arrestati 3 "trafficanti di uomini", 2.400 dollari per raggiungere mete nordeuropee facendo tappa in Sicilia

22 dic 2015 - 07:10

PALERMO - Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata dalla transnazionalità.

Questi i reati contestati a 3 immigrati i quali, stando alla ricostruzione dalla polizia di Stato di Palermo ed Agrigento in collaborazione con la Capitaneria di Porto, avrebbero organizzato una serie di “viaggi della speranza” con partenza dalle coste libiche, destinati ad approdare, attraverso il Canale di Sicilia, nelle coste siciliane.

Si tratta di veri e propri trafficanti che promettevano mete nordeuropee facendo tappa in Sicilia solo per poco tempo.

Un business da 2400 dollari per ciascun migrante.

Tra gli arrestati, i quali avrebbero favorito anche la fuga di numerosi migranti dai centri d’accoglienza, c’è anche l’organizzatore di uno dei viaggi che costò la vita a circa 300 migranti.

Sono in corso le ricerche per la cattura di un quarto migrante, attualmente latitante.

”L’indagine che ha portato all’arresto di tre persone conferma le nostre ipotesi che sul territorio libico ci siano varie organizzazioni che gestiscono i traffici di esseri umani. Molte fanno capo ai maliani”.

Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Maurizio Scalia. ”Dall’inchiesta – spiega ancora Scalia – emerge che i profughi vengono accolti al confine della Libia, sorvegliati per settimane da persone armate, sottoposti a sevizie di ogni genere e poi portati fino a Tripoli da dove partono a bordo di gommoni fatiscenti”.

In particolare gli occhi degli investigatori sono puntati sul viaggio di circa 400 migranti. ”Abbiamo la certezza – dice Scalia – che all’inizio di febbraio 4 gommoni siano partiti dalla Libia con dei sommozzatori a bordo. I sommozzatori hanno accompagnato i migranti fino a circa 200 metri dalla riva, poi si sono buttati in acqua e sono ritornati, a bordo di un’altra imbarcazione, fino in Libia. Ma delle 400 persone a bordo dei 4 gommoni, durante la traversata, più di 300 hanno perso la vita. Sul primo e sul secondo gommone sono stati recuperati solo 9 migranti, sul terzo gommone 76 migranti e 29 cadaveri. Del quarto non c’è traccia. Da qui l’ipotesi che le vittime siano più di 300”.

 

Marco Bua