Teatro
 

Approda a Catania la tournée estiva di "Phaedra": ecco le date

Commenti

commenti

23 ago 2017 - 17:34

CATANIA - Torna in scena lo spettacolo teatrale ”Phaedra” di Alberto Bassetti con la regia di Giovanni Anfuso, protagonisti: Liliana Randi e Angelo D’Agosta, prodotto da ”Produzioni Raffaello” e ”APS Muse”.

Di seguito le date:

Domenica 27 Agosto – Ore 21.15 Sant’Agata li Battiati – Parco Paterò del Toscano

Mercoledì 30 Agosto – Ore 21.15 Selinunte – Parco Archeologico di Selinunte

Giovedì 31 Agosto – Ore 21.15 Agrigento – Parco Valle dei Templi

Venerdì 1 e Sabato 2 Settembre – Ore 19.15 Segesta – Teatro Antico

Domenica 3 Settembre – Ore 21.15 Militello – Sagrato Chiesa del Purgatorio

Dopo il successo della scorsa stagione lo spettacolo viene riproposto in questa nuova tournée estiva alla quale seguiranno diverse date di un tour invernale che vedrà come tappe Roma, Cagliari, Firenze e il Piemonte.

Se si vuole parlare della manifestazione “Phaedra”, che ha trovato un ottimo riscontro di pubblico nella stagione appena passata, la si deve inserire in un contesto progettuale che mira a privilegiare le iniziative destinate all’arricchimento dell’ospitalità e dell’intrattenimento turistico della regione ed in particolare le manifestazioni di carattere teatrale di interesse nazionale che siano capaci di attrarre flussi turistici verso il territorio siciliano. Il progetto ha trovato il suo compimento nell’apprezzamento del numeroso pubblico, costituito soprattutto da turisti, che, partecipando all’evento, hanno arricchito l’esperienza del soggiorno in Sicilia.

La Phaedra presuppone il celebre modello euripideo dell’Ippolito, di una tragedia perduta di Sofocle e della quarta delle Heroides ovidiane: tratta dell’incestuoso amore di Fedra per il figliastro Ippolito e del drammatico destino che si abbatte sul giovane, restio alle seduzioni della matrigna, la quale, per vendetta, ne provoca la morte denunciandolo al marito Teseo, padre di Ippolito.

In questa occasione non si ricorre all’uso del deus ex machina per mezzo del quale solitamente si aveva la soluzione pacifica del dramma (il lieto fine) oltre che la giustificazione del Male compiuto nell’azione. Questo perché la presente rilettura ci offre uno spaccato di vita (chiamarla quotidiana sarebbe un po’ troppo azzardato) nella quale non c’è né rimedio né soluzione alle atrocità commesse. I personaggi sono, in questo senso, comunque condannati: Fedra è inevitabilmente destinata al suicidio, in preda al rimorso per l’incesto col figliastro Ippolito. Nella pièce dominano insomma incontrastati l’irrazionale e il Male.

Le anime malate che Bassetti rappresenta sembrano inoltre aver perduto una volta per sempre il senno, ovvero la ragione, senza la quale il mondo sembra essere diventato preda di ombre e di mostri in completa balìa del Male e delle forze dell’inferno.

Un gioco di ritmi serrati, segnati da frequenti ribaltamenti e colpi di scena; nel pieno rispetto della Tradizione, una visione comunque nuova e stilisticamente più contemporanea del grande Mito.

 

 

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia