L'intervista
 

Andrea Schillirò: “Che emozione recitare sul palco di Zelig”

17 ago 2016 - 11:27

CATANIA – “Amo il mio lavoro”. Racconta l’attore Andrea Schillirò, durante il nostro incontro in un momento di pausa dalle numerose serate e festival che l’hanno visto protagonista tra Roma, sua seconda casa, e la Sicilia. Trent’anni appena compiuti con alle spalle già quindici anni di palcoscenico e numerosi successi come il traguardo di ZeligLab. Scopriamo in che modo sia riuscito dare forma ai suoi sogni di ragazzo rapito da quel virus chiamato Teatro.

Oltre duecento persone si sono presentati ai provini per partecipare a “Zelig Lab”, fratello minore di Zelig Circus il programma che siamo abituati a vedere in tv. Cosa si prova ad essere scelti fra tanta gente per un format così importante?

“Ho iniziato a fare i provini lo scorso mese di settembre, dopo che la direzione ha analizzato il mio curriculum artistico e professionale. I testi che ho deciso di interpretare sono stati tutti realizzati da me. Quando mi hanno scelto sono stato doppiamente felice, perché non solo hanno apprezzato la mia esibizione ma anche la mia scrittura teatrale. Recitare davanti al pubblico e sentire il respiro della gente che, senza conoscermi, si diverte e mi apprezza è la più grande soddisfazione per chi come me ama questo mestiere”.

Zelig Lab è identico a quello televisivo con la sola differenza che non ci sono le telecamere e solo gli attori che come lei hanno superato i tre provini possono scegliere se passare allo spettacolo televisivo o continuare con quello teatrale. Cosa sceglierà?

“Non lo so. Il teatro è il mio grande amore, ma so che la platea televisiva dà diverse possibilità. È arduo dover scegliere ma so che presto dovrò farlo”.

Questo 2016 è stato un anno ricco di meritati successi come la vittoria ai due concorsi nazionali di cabaret “Ma che comico” e “Artisti sul Comò”, che l’hanno vista conquistare il primo posto come miglior testo e come miglior gradimento di pubblico…

“È vero. (ride) Ho vinto tutto quello che si poteva vincere. È difficile descrivere la gioia che si prova, perché questo lavoro contrariamente a quello che molti pensano non s’improvvisa, in quanto il pubblico si accorge subito se un attore sa fare il suo mestiere e non prende in giro chi ha davanti. In entrambi i concorsi ho recitato testi scritti da me. Queste due vittorie porteranno anche degli spettacoli, all’interno di una campagna abbonamenti nazionale, in cui lavorerò come attore e come autore”.

Ha appena compiuto trent’anni ma al suo attivo ci sono già ben quindici anni di palcoscenico e numerosi successi televisivi e cinematografici come il “Giudice Meschino” con Luca Zingaretti per la Rai e per il grande schermo “To Rome with Love” diretto e scritto da Woody Allen con Roberto Benigni e Penelope Cruz. Cosa può raccontarci di queste importanti esperienze?

“Ricordo come il pubblico, durante il set del Giudice meschino dove interpretavo il portaborse di Zingaretti, aspettava anche ore silenziosamente il momento giusto per poter salutare il suo attore preferito o come grandi e piccini rimanevano affascinati dalla magia del grande cinema durante i vari ciack romani del film di Woody Allen”.

Nella sua attività teatrale è stato regista ed autore di parecchi testi. Mi piace ricordare il successo di “Cenerentola Cifalota”, di cui ne firma anche la regia, rappresentato al Don Bosco e dedicato a suo padre Nuccio. Come nascono i suoi testi e cosa l’ha spinta verso questo mondo?

“Cenerentola Cifalota è un lavoro a cui sono molto legato, perché messo in scena durante la malattia di mio padre (Nuccio Schillirò capo servizio del quotidiano La Sicilia scomparso a 66 anni dopo una lunga malattia nel settembre 2014 ndr) e rappresenta un momento molto delicato della mia vita. Questo testo è nato con la voglia d’immaginare come sarebbe stata la vita di Cenerentola se fosse nata a Catania con i suoi pregi e difetti. I miei testi nascono dal quotidiano fonte inesauribile di spunti e di idee per creare sketch e storie divertenti come il pranzo di natale catanese o il matrimonio a Catania e Milano che ho recitato anche a Zelig”.

Lei è figlio di un giornalista sarebbe stato quasi naturale che avesse continuato la strada intrapresa da suo padre, come ha comunicato in famiglia la sua scelta di fare l’attore?

“È una domanda che mi chiedono molti, ma ho preferito costruire passo dopo passo il mio sogno. Amo il teatro penso da sempre, anche se da piccolo ero molto timido e come reazione ho deciso di fare l’attore. I miei genitori hanno pienamente approvato la mia scelta e ricordo che mio padre mi disse: “Devi studiare molto per dimostrare chi sei e fare in modo che il tuo sogno diventi realtà”. A casa mi hanno spinto ad andare avanti in piena libertà”.

Attore, autore, regista e speaker radiofonico, ma Andrea Schillirò ha deciso cosa vuole fare da grande?

(ride) “Il Teatro per me è un’emozione difficile da spiegare. L’adrenalina che ti trasmette il palcoscenico è qualcosa di unico e ogni volta irripetibile, che spero di poter gustare e vivere senza sosta e senza limiti”.

Elisa Guccione

Redazione NewSicilia