Denuncia
 

Allarme amianto, i finti scavi per Mattarella, digiuni per 16 ore, mezzi vetusti. E' anche il sisma della vergogna

4 set 2016 - 10:43

CATANIA – Basterebbe la foto che vi mostriamo nella copertina. E che vi riproponiamo pure all’interno del testo. Perché vi invitiamo ad osservarla bene. Benissimo. Eccola.

Vigili ad Amatrice

La foto è stata scattata ad Amatrice, in una delle zone più colpite dal terremoto che ha devastato il Centro Italia. Abbiamo avuto il permesso di lasciare i volti scoperti perché quei volti denunciano più di milioni di parole. Sono trascorse 9 ore di ininterrotto lavoro fra le macerie ed i due vigili del fuoco non hanno altro che due scomode sedie di plastica per la pausa. Sono sfiniti e per loro soltanto due scomode sedie di plastica. Non descriviamo altro. Fatevi voi un’idea osservando i dettagli.

Anzi no. Un altro particolare dobbiamo suggerirvelo. La mascherina. I due angeli del fuoco e dell’emergenza che vedete nella foto, insieme con i loro colleghi impegnati a cercare i corpi di chi non si è salvato ed a rimuovere i pericoli provocati dal sisma, oltre a lavorare in condizioni precarie per via delle discutibili capacità organizzative dei funzionari del dipartimento, rischiano la salute. La rischiano loro due, i colleghi (fra i quali anche alcuni giunti dalla Sicilia), i cani molecolari (quelli utilizzati per la ricerca di corpi senza vita) delle unità cinofile, tutti coloro che stanno operando senza sconti ad Amatrice ed i sopravvissuti.

Perché ad Amatrice il terremoto ha fatto esplodere una bomba di amianto.

Amianto Amatrice1

La foto è soltanto una delle numerose scattate dai vigili del fuoco che fanno parte dell’Unione Sindacale di Base, l’unica sigla che, dopo avere scoperto sul campo il gravissimo pericolo, ha deciso di mettere tutto nero su bianco, con tanto di immagini, per chiamare in causa i vertici del Ministero dell’Interno e del corpo che ne fa parte.

Insomma, Angelino Alfano non potrà dire di non avere saputo. Angelino Alfano sa benissimo, dettagliatamente, grazie a chi il rischio di contaminazione lo corre minuto dopo minuto per mettersi al servizio dei cittadini, che l’amianto era ovunque ad Amatrice e che la distruzione, spezzandolo, polverizzandolo, lo ha reso un veleno che potrebbe essere assorbito dall’organismo toccandolo o respirandolo, con conseguenze drammatiche, tragiche.

Dove sono i campionamenti dell’Arpa (l’Azienda regionale per la protezione dell’ambiente, nda)? – si chiede Costantino Saporito, rappresentante del coordinamento nazionale dell’Usb – perché non sono stati ancora comunicati? Cosa aspettano?  È assurdo e inaccettabile che si giochi così con la pelle dei lavoratori, dei volontari e dei cittadini già alle prese con una tragedia insopportabile. Il ministro Alfano ed i nostri vertici non devono rispondere solo a noi come lavoratori impegnati sul campo, ma anche come cittadini fra i cittadini che pretendono di essere tutelati da chi li governa. Il rischio di contaminazione da amianto è altissimo, lo abbiamo trovato sminuzzato ovunque. Anche perché ad Amatrice non è stato fatto alcun piano casa, determinando anche il doppio delle vittime che abbiamo pianto a L’Aquila”.

Ecco perché, non avendo ricevuto alcuna risposta dopo avere comunicato verbalmente il problema, nel documento inviato ad Alfano ed ai dirigenti nazionali dei vigili del fuoco si chiede che “Siano prese tutte le precauzioni onde evitare il rischio da contatto degli operatori del soccorso e nel caso delle unità cinofile anche degli animali con particelle di Amianto. La scrivente Usb durante lo scorso incontro aveva già rappresentato tale problema e oggi con questa nostra ne richiediamo ufficialmente l’intervento e un protocollo specifico, qualora si dovesse riscontrare la presenza di agenti nocivi, per il trasporto e contatto da applicarsi con la massima urgenza”.

Il tutto quando all’improvviso si decide che si può passare alla cosiddetta “seconda fase”. Cioé quella che riguarda soltanto il recupero dei beni ed il trasporto di masserizie. Traduzione: il numero dei vigili del fuoco presenti ad Amatrice e nelle altre zone del disastro sarà decurtato del 70%. Ripetiamo: del 70%. Decisione contro la quale l’Usb si è subito scagliata.

Adesso è giunto il tempo delle ruspe e delle braccia per smassare tutte quelle rovine e recuperare i corpi che potrebbero ancora esserci sotto i cumuli di macerie. Bisogna compiere queste operazioni prima che inizino le piogge e c’è bisogno di tutte le forze, non di certo di un drastico ridimensionamento” ci racconta avvilito Saporito. E denuncia un episodio incommentabile: “Quel che ancora dobbiamo compiere, il tempo delle ruspe e delle braccia di cui ho parlato prima, non sarà semplice anche perché sugli edifici al centro che potrebbero crollare da un momento all’altro non è stato ancora compiuto alcun intervento. Sarà forse che c’è ancora qualche politico che deve fare la passerella da quelle parti? Sappiate che. in occasione di una visita del presidente della Repubblica ad Amatrice. funzionari e dirigenti del corpo nazionale si sono messi subito all’opera inscenando un teatrino di gente raggruppata apposta e che scavava dove oggettivamente non si scava più. Una scena patetica a cui non avremmo voluto assistere e che la dice lunga su molte cose”.

Anche su quelle che vi abbiamo già decritto e mostrato nel pezzo pubblicato sabato scorso, corredato da una ricca galleria foto così come quella che abbiamo la possibilità di offrirvi oggi. Una galleria che rivela i luoghi dove stanno lavorando con turni massacranti i vigili del fuoco, i rischi denunciati e le condizioni in cui sono costretti ad operare. Osservate i cumuli di amianto. Osservate gli edifici a rischio e non presi in considerazione. Osservate i mezzi vetusti, coi sedili vergognosamente usurati, il libretto di circolazione che risale al 13 luglio del 1994, l’anziano contachilomentri che ha macinato tanta, troppa strada, il motore che non ne può più. Osservate di nuovo il cibo che dovrebbe sostenere lo sforzo fisico e mentale di vigili che hanno pure superato la quarantina.

Nulla è stato fatto dall’amministrazione in termini di ristoro. Nessuna ditta è stata messa a disposizione dei soccorritori. Pulizia, confezionamento pasti, servizi igienici e docce, aree climatizzate giorno e notte, centri di raccolta, e altro ancora sono stati allestiti e vengono tutt’ora mantenuti dai vigili stessi, senza il supporto previsto, di cui hanno diritto. Quindi tra gestione della logistica e dell’emergenza è facilmente comprensibile come il carico di lavoro che un vigile deve sopportare in queste prime giornate ha un peso inimmaginabile. L’amministrazione non si è neppure premurata di fornire integratori e bevande idrosaline necessarie in queste giornate di frenetica attività lavorativa – conclude Saporito – quindi, quel che i vigili sono riusciti ad organizzare con le loro stesse forze va per il meglio, quel che è stato gestito in prima persona dai vertici è un marasma. Alcuni campi non hanno i moduli, ma le tende: stiamo parlando delle semplici tende da campo, in siti dove non è stata fatta la dovuta preparazione. Quindi senza nessuna gettata di ghiaia i vigili si ritrovano ora ad affrontare uno scenario molto polveroso che domani, in caso di pioggia, potrebbe diventare fangoso. Abbiamo raccolto testimonianze di colleghi che hanno dormito sui mezzi o addirittura per strada. Vittime delle colpe di una disorganizzazione generale della dirigenza. Altri ci hanno raccontato di non aver mangiato per oltre 16 ore. Questi fatti e testimonianze verranno da noi segnalate al dipartimento nazionale nei prossimi giorni”.

Alessandro Sofia

 

Redazione NewSicilia